Turismo

Filippo Tenti di Overland: “Il turismo riparte, ma dall’Italia”

Filippo Tenti l’avevamo già sentito qualche tempo fa, di ritorno da un bel viaggio nel cuore dell’Afghanistan. Questa volta lo troviamo impegnato in una delle sue avventure. “Siamo in Islanda per girare il nuovo Overland” ci racconta. Non sarebbe dovuta essere questa la meta 2020, ma “per via della pandemia abbiamo dovuto ripiegare su luoghi più fattibili. Stiamo visitando i vari Paesi scandinavi”. Le prima quattro puntate andranno poi in onda su Rai 1 dal 17 agosto, mentre le ultime 4 a dicembre. “Purtroppo siamo partiti tardi”. Il fil rouge di questa nuova edizione dello storico programma sarà il tema del global warming. “Vogliamo mostrare gli effetti del surriscaldamento globale focalizzando l’attenzione su come i paesi nordici, all’avanguardia nel contrasto al fenomeno, stanno lavorando per contenerlo quanto più possibile”.

Filippo, cosa significa viaggiare oggi? Com’è la situazione fuori dall’Italia?

“Noi siamo stati tra i più colpiti, quindi si sente ancora tanto. Uscendo dai confini nazionali la situazione è molto più tranquilla. Sugli aerei in partenza dall’Italia, quando sono partito io, era necessario lasciare libero un posto tra una persona e l’altra. Quando poi voli all’estero si viaggia come sempre, tutti ammassati.”

Nessun tipo di controllo?

“Non è che si faccia tutto come prima. Qui in Islanda puoi entrare solo se in arrivo da un Paese con basso contagio e ti viene effettuato un tampone all’ingresso, in aeroporto. Inoltre devi obbligatoriamente scaricare un’App di tracciamento, su cui nel giro di un paio d’ore ti arriva il risultato del tampone fatto. Se poi risulti negativo, ma chi era seduto entro due posti dal tuo in aereo risulta positivo allora anche tu vieni messo in quarantena preventiva.”

Hai incontrato molta gente negli aeroporti?

“Non c’è molta gente in giro, tolti i voli interni all’Europa continentale gli altri sono deserti. Quando ho volato io gli aeroporti erano desolati, tutto chiuso. Code lunghissime per la misurazione della febbre, necessaria per entrare. Poi pochissimi voli, anche negli aeroporti più grandi.”

Come siamo visti noi italiani all’estero?

“Non hanno paura, tengono il distanziamento come è normale ma non vieni emarginato.”

Il virus ha cambiato il nostro modo di viaggiare e di intendere il viaggio?

“Io posso parlare per la mia esperienza. Devo dire che non è uguale a prima. Quando incontri qualcuno e lo saluti non sai mai se dare la mano, il gomito o semplicemente stare lontano. I primi giorni, in Svezia, non sapevamo bene come comportarci.

Non abbiamo però vissuto negativamente il ritorno al viaggio, anzi. Quando dall’aereo ho rivisto la catena alpina sotto di me ho sentito un forte senso di libertà, come un ritorno alla vita. Poi c’è da dire che noi ci muoviamo in zone remote, dove lo spazio di isolamento è notevole. Magari se fossimo in città sarebbe diverso.”

Una domanda come agenzia viaggi. Qual è stata la perdita di questi mesi?

“Questo è un brutto capitolo. La perdita è stata totale, abbiamo ovviamente dovuto cancellare tutti i viaggi nel periodo della quarantena rimborsando tutte le persone.”

Con la ripartenza cosa cercano i turisti?

“Ci sta arrivando qualche richiesta per l’estero, persone che si informano per questo autunno o per il 2021. Per il 2020 quasi nessuna richiesta verso l’estero. Ci stiamo concentrando sui viaggi in Italia, cose che avevamo già pianificato di fare e che abbiamo velocizzato. La gente vuole viaggiare, ma in Italia.”

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