Arrampicata

Adam e Ondra. Un esilarante video per imparare le regole base dell’arrampicata

Perché accontentarsi di un Adam Ondra quando se ne possono avere due? Nell’esilarante 73esimo episodio della serie “Road to Tokyo”, il campione ceco si sdoppia per fornire al pubblico, in maniera divertente, 11 suggerimenti per iniziare ad arrampicare.

Due Adam Ondra per imparare ad arrampicare

Prima di guardare questa ironica e al contempo informativa puntata, è bene fare una premessa. “In ceco Adam e Ondra sono due nomi propri. Ondra può essere l’equivalente di Andrew in inglese”. Detto ciò, i protagonisti in scena saranno quindi due: Adam e Ondra. Il primo è l’esperto di arrampicata, il secondo è un futuro climber, alle prime armi.

“Ondra vuole iniziare ad arrampicare oggi – spiega il maestro del giorno, Adam – e io sono qui per introdurlo all’arrampicata”.

Undici suggerimenti per provetti climber

Si inizia dalla scelta della via da affrontare in una prima sessione su roccia. Per certo da evitare sezioni eccessivamente ripide, idonee a chi sappia già usare bene le dita. Il primo suggerimento è imparare bene “cosa fare con i piedi”. E trattandosi di piedi è inevitabile una parentesi dedicata alle scarpette da arrampicata. Da evitare il prendere esempio dai campioni dell’arrampicata, che preferiscono scarpe di dimensioni più piccole e decisamente scomode. Puntare sulla comodità per cominciare!

Come si sale dunque in parete. Facendo leva con le sole dita sugli appigli. Il secondo consiglio è “utilizzare le dita il più possibile”. In tal modo “puoi controllare al meglio se stai per scivolare”.

Restando in tema di piedi, il terzo suggerimento è “essere precisi nel posizionamento”. Spostiamoci verso l’alto, fino ai fianchi. Il quarto suggerimento è “mantenere i fianchi quanto più vicini alla roccia”. Quella che Adam definisce “una relazione stretta con la parete”. Con i piedi ben posizionati sugli appigli e i fianchi adesi alla roccia si limita la necessità di intervenire con uno sforzo di braccia per avanzare.

Dopo aver compreso l’importanza, su una via semplice da neofita, di concentrarsi su piedi e fianchi, è arrivato il momento di comprendere con quale velocità procedere. Niente di troppo. “Prendetevi il vostro tempo senza fretta” è il quinto suggerimento. Iniziando a cercare di andare veloci da subito, si rischia infatti di dimenticare i primi 4 consigli, incrementando l’utilizzo delle braccia. Ciò comporta minore efficienza nella salita e maggiore stanchezza.

Durante una salita non si può pensare di NON fermarsi. Le pause sono necessarie, pertanto bisogna trovare degli appigli idonei a sostare in una posizione di recupero. Consiglio è di fare leva sui piedi così da allontanare le mani dalla roccia e agitarle un po’ in aria, per ridurre la tensione negli avambracci. Sesto consiglio: fate delle pause”.

Nella ricerca degli appigli migliori è opportuno utilizzare gli occhi, analizzare quindi la parete in maniera visiva piuttosto che toccare ogni punto con le mani, perdendo di conseguenza parecchio tempo. Discorso che vale anche per i piedi. Settimo consiglio: usate gli occhi”.

Ottavo consiglio è cercare di mantenere una angolazione delle braccia il più naturale possibile. “Evitate di estenderle o piegarle eccessivamente”.

Se l’appiglio successivo ci appare troppo lontano, è da evitare il lanciarsi di braccia e a fatica trascinare poi le gambe. Piuttosto è da preferire l’anticipazione di un movimento dei piedi per spostarsi in una posizione più comoda per avanzare. Nono suggerimento è quindi “non tentare di spingersi con le braccia a raggiungere appigli troppo lontani”. 

Consiglio numero 10: in alcuni passaggi è da considerare conveniente “ruotare su un fianco piuttosto che rimanere frontali”.

L’undicesimo suggerimento riguarda l’uso della magnesite per ridurre l’umidità delle dita. La magnesite va utilizzata, di certo non in maniera eccessiva. I segni lasciati in parete peraltro segnalano che vi siano degli appigli, facilitando l’identificazione dei movimenti da compiere. Importante è dunque “seguire il linguaggio della magnesite”. 

Ondra è così pronto alla sua prima salita, sulla scorta degli 11 suggerimenti appena memorizzati. A dirla tutta, non si può certo definirlo il migliore degli allievi. Ma per certo è uno di noi!

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