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Tra chiusure e incertezze, cosa stanno facendo gli alpinisti?

Stagione anomala, questa. Nessuna spedizione himalayana di cui comunicare risultati, nessun elenco di Ottomila saliti da decine di alpinisti per la normale. Nessuna bella realizzazione su qualche montagna poco nota, dalle pareti difficili e tecniche. Con i confini nazionali riaperti da poco ma con tante limitazioni, Paesi himalayani ancora chiusi e alcuni Stati attualmente impegnati nel difficile contenimento della pandemia da Coronavirus, l’alpinismo passa in secondo piano. I grandi progetti si rimandano e si allunga il periodo di riposo. Meglio aspettare tempi migliori e portare a termine le salite in serenità e sicurezza che lanciarsi con spedizioni poco studiate e magari compromettere il risultato.

I nostri alpinisti non si sono però fermati del tutto. Matteo Della Bordella continua ad allenarsi e a scalare in falesia, oltre a fare il papà. Qualche giorno fa ha però trovato il tempo per una puntatina sul Monte Bianco, dove ha ripetuto la Gabarrou-Long al pilastro Rosso del Boruillard. Anche François Cazzanelli e Francesco Ratti si allenano senza sosta sui grandi Quattromila valdostani, alternando le uscite di piacere agli accompagnamenti come guide alpine. “Stiamo progettando per l’estate” ci confida Cazzanelli. Progetti alpini, senza necessità di prendere aerei o raggiungere mete lontane, prestazioni a cui le due guide del Cervino ci hanno abituati, portando a termie realizzazioni più che interessanti sulle montagne di casa. Ultima, in ordine temporale, la bella traversata invernale della cresta della Valtournenche.

Anche per il valtellinese Marco Confortola, in cerca dei suoi ultimi Ottomila, la scelta è stata quella di rimandare al prossimo anno le spedizioni. “In questo 2020 mi concentrerò sul lavoro di guida e su alcuni progetti mediatici molto ambiziosi”. Idee che, ci spiega, vogliono raccontare la montagna dandole un valore culturale e proattivo. Come lui anche l’avventuriero Danilo Callegari ha messo in stand by le spedizioni, ma continua ad allenarsi nei boschi e sulle montagne della Val di Fiemme. “Quest’anno avevo in programma diverse attività, su cui stavo lavorando da fine 2019. Ho preferito congelarle e posticipare tutto al 2021”. La speranza è quella di poter ripartire in serenità e con maggiori certezze. “Forse è l’incertezza a renderci tutti un po’ sotto tono, non abbiamo idea di come potrebbe evolvere la cosa. Inizierò quindi a progettare, ma con molte riserve”.

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Un commento

  1. .Allenamento tra .boschi e montagne della val di Fiemme
    ma ad un tiro di schioppo
    … Fassa e Lagorai e Pale di Sanmartino e Marmolada ecc..
    altroche ripiego..PIATTO RICCO!

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