Trail running

Corsa: dall’asfalto allo sterrato in pochi semplici passi

Si inizia a correre per tante ragioni e in tanti lo hanno fatto nei mesi scorsi, complici le restrizioni alla mobilità e la chiusura di palestre e piscine a causa dell’emergenza sanitaria. C’è chi vuole perdere peso, chi si vuole rimettere in forma, chi più semplicemente ha il desiderio di trascorrere qualche ora in mezzo alla natura faticando. Le prime volte si esce di casa, si percorrono le vie già conosciute, esplorandole con questa nuova modalità. Per chi vive in città facilmente ci si sposta nel parco cittadino più vicino, così da potersi muovere in sicurezza e nella tranquillità dell’area pedonale. Con la costanza e il tempo si migliora, i battiti scendono e si cercano itinerari più lunghi. Prima o poi tutti desiderano provare una nuova esperienza, magari spostandosi in campagna o in montagna, sullo sterrato (trail running). Un substrato dove correre è tutta un’alta cosa: il fondo ha una minor compattezza, ci sono dislivelli diversi ed è necessario prestare una maggior attenzione a causa della minor omogeneità del fondo.

Come scegliere il primo itinerario di trail running?

Correre sullo sterrato è tutta un’altra cosa rispetto a farlo sul campo di atletica o su un circuito asfaltato. L’ideale è partire con un percorso dolce, con fondo uniforme e compatto. Per poi proseguire, una volta che ci si è abituati al tipo di terreno, ricercando difficoltà sempre maggiori. Con il tempo si diventerà agili anche su sentieri sconnessi, tra rocce, radici e buche.

Questi terreni presentano maggiori asperità rispetto all’asfalto, è quindi consigliabile iniziare con un ritmo molto blando, prestando costante attenzione ai possibili ostacoli. Altra cosa importante è ridurre la falcata rispetto alla corsa su asfalto, in modo da avere una maggior stabilità, ma soprattutto la prontezza di riflessi per evitare impedimenti improvvisi.

Occhio al tempo, ma non troppo

Prestare attenzione al cronometro, sentirsi in gara con se stessi, è sempre un utile strumento per migliorarsi. Le prime volte è però bene dimenticarsene e, soprattutto, non cercare un paragone tra i tempi dell’asfalto e quelli dello sterrato. Sono due tipologie di corsa differenti dove anche le componenti tecniche cambiano. Correndo su un sentiero la spinta è diversa, ci sono poi salite, discese e zone dove è necessario rallentare, altre in cui si può andare più rapidi. Le salite più dure poi, costringono a un ritmo da camminata.

Fondamentale il riscaldamento

Nel trail running muscoli e legamenti sono perennemente sotto sforzo, soprattutto a causa della difficoltà del terreno che costringono a passi pesanti e poco fluidi. È quindi importante dedicare del tempo al riscaldamento. Le prime volte sarà normale accusare dolori agli stinchi e ai polpacci (muscoli molto sollecitati durante la salita).

Equipaggiamento

Fondamentali per potersi avvicinare al trail running sono le scarpe, che devono essere in grado di ammortizzare gli urti al suolo oltre a proteggere le dita dei piedi da eventuali incidenti. Devono avere una bella suola, in grado di fornire un adeguato grip anche su superfici scivolose o viscide. Infine devono essere traspirabili per consentire al piede di “respirare”.

Sicurezza

Correre in montagna o tra i boschi è ben diverso da farlo in città o in paese. Nell’ultimo caso ci si può anche dimenticare il cellulare in casa senza correre grossi rischi, in caso di incidente ci sarà sempre qualcuno nei paraggi pronto ad aiutarvi. Nel primo caso invece è sempre buona norma portare con se un cellulare o, preferibilmente, un dispositivo che permetta di essere rintracciati in caso non dovesse esserci segnale telefonico. Inoltre è bene avvisare sempre qualcuno, facendogli sapere la metà della corsa, l’itinerario seguito e il probabile orario di rientro. In questo modo un’eventuale richiesta di soccorso potrebbe procedere in modo più spedito dirigendosi immediatamente verso la località.

Ultimo consiglio, da non sottovalutare, è quello di evitare le corse solitarie. In due, o più, ci si diverte di più e si ha sempre qualcuno pronto a intervenire in caso di pericolo o incidente.

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4 Commenti

  1. ..SENTIERI SCONNESSI CON ROCCE , BUCHE , RADICI…che goduria! .
    Un tempo i montanari avanzavano su tale tipologia di terreno a passi lenti e cauti…adesso cresce la moda di correrci sopra..incentivando scarpette ed abbigliamento e look consono..e pure il numero di interventi del CNSAS.
    Le statistiche degli anni passati infatti danno il 47 % degli interventi con causa : scivolata, inciampo…caduta .
    Poi c’e’ pure il DOWNHILL in MTB..praticato a volte su sentieri escursionistici.
    .Il massimo delle coincidenze e sinergie e’ lo scontro tra escursionaista e ciclista… e per non farci mancare niente aggiungiamoci pure un possibile anche se ancora poco frequente tocco di intervento di Mamma Orsa nascosta nei dintorni che si avventa sui due sportivi doloranti a terra , in difesa dei cuccioli.

    1. albert: ma tu metti sempre becco su tutti gli articoli e su tutti gli argomenti? Ce l’hai una vita o fai l’opinionista full time?? 😀 😀

  2. Mi divertono i commentatori dei commenti che non entrano nel merito dell’articolo.L’ora dei commenti termina presto..poi incominciano altri impegni.
    Aggiungo allora un’esperienza raccontatami di uno sky runner in riposo .
    In periodo agonistico correndo in discesa e’ inciampato, cadendo ha picchiato la testa…su un mucchio di soffici erbe …ma a pochi centimetri didistanza dal punto dell’impatto fortunato si e’accorto che spuntavano sassi acuminati.

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