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Luis Sepúlveda, la Patagonia e quel chiodo dei Ragni di Lecco

Il mondo intero, chiuso nel suo lockdown, piange oggi la scomparsa di Luis Sepúlveda. Lo scrittore cileno, affetto da coronavirus, era ricoverato da fine febbraio presso l’ospedale di Oviedo, la cittadina spagnola in cui viveva dal 1996 insieme al suo grande amore, la poetessa cilena Carmen Yáñez. Apprezzato dal pubblico di tutte le età, è stato autore di favole, come il celebre romanzo poi diventato film d’animazione, “Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare”, e di best seller quali “Patagonia Express” e “Ultime notizie dal Sud”. Due romanzi dedicati alla Patagonia, quella terra che dichiarava essere “una parte di me, del mio inventario sentimentale”.

Sepúlveda, un viaggiatore apolide

Si definiva apolide Sepúlveda, nato a Ovalle, in Cile, nel 1949 ma privato della cittadinanza cilena nel 1986. Riuscì a riottenerla soltanto nel 2017. Strenuamente impegnato sul fronte ecologista e su quello dell’attivismo politico contro il neoliberismo, fu arrestato due volte e condannato anche all’esilio sotto la dittatura di Pinochet. La vita, per Sepúlveda, era un cammino da affrontare a testa alta, un passo dopo l’altro senza mai fermarsi se non per curiosità, per scoprire luoghi e personalità.

Un insegnamento che si trova sintetizzato nella frase “Al andar se bace el camino se bace el camino al andar” (è camminando che si fa il cammino), titolo originale di quel “Patagonia Express” citato poco a monte. Un titolo che riprende i versi del poeta spagnolo Antonio Machado.

La passione di Sepúlveda per la Patagonia

La passione di Sepúlveda per la Patagonia, che lo spingerà ad affrontare i due viaggi raccontati in “Patagonia Express” e “Ultime notizie dal Sud”, nasce tra i banchi di scuola. Giovane studente presso l’Istituto nazionale, innamorato della letteratura, scopre un autore che parla di Patagonia e Terra del Fuoco, luoghi alla fine del mondo che lo attraggono per la loro ostilità, la loro durezza. Un fascino che, pochi anni dopo, richiama in Patagonia un gruppo di alpinisti italiani. Sono i Ragni di Lecco Pino Negri, Danilo Chiappa, Mariolino Conti e Casimiro Ferrari. È il 1974 e il loro obiettivo è la vetta del Cerro Torre.

40 anni più tardi Luis e i Maglioni Rossi si ritroveranno insieme sul medesimo palco, a Lecco, durante una serata in cui lo scrittore fu insignito del premio Manzoni alla carriera. A ricordare quell’incontro, con una splendida immagine postata sui social, è oggi il Ragno Matteo De Zaiacomo, che in quell’ottobre del 2015, sul palco del Sociale insieme a Conti, donò a Sepúlveda un chiodo usato in Patagonia proprio nella spedizione del 1974.

Viaggiare in Patagonia con Luis Sepúlveda

In queste settimane in cui non ci è consentito viaggiare fisicamente, “Patagonia Express” (Guanda, 1995) e “Ultime notizie dal Sud” (Guanda, 2011) rappresentano due romanzi perfetti per fare un salto in Sud America.

“Patagonia Express”

Il primo è un vero e proprio diario di bordo. Una raccolta di riflessioni, racconti, leggende e incontri che si intrecciano nello scenario della Patagonia e della Terra del Fuoco. Un viaggio che ha un inizio particolare, in un caffè di Barcellona. È qui che Luis incontra lo scrittore britannico Bruce Chatwin, già autore di un libro dedicato ad un viaggio in Patagonia realizzato nel 1974, lungo quello stesso itinerario che Sepúlveda si accinge ad affrontare. I due non sanno molto l’uno dell’altro, ma Chatwin decide di regalare al viaggiatore che ha di fronte una Moleskine su cui annotare i suoi appunti durante il tragitto. In quell’agenda, che diventerà poi canovaccio di “Patagonia Express” Luis Sepúlveda racconta i particolari di quella terra lontana e difficile, in cui “la vita e l’oblio si succedono con troppa rapidità”.

Tanti i paesaggi descritti, dalle pianure alla vegetazione fitta, dai fiordi ai laghi. Tanti gli incontri con personaggi del luogo. Un viaggio che si conclude con l’incontro a Santiago del Cile con un secondo scrittore, quasi a voler chiudere per destino quel cerchio aperto da Chatwin. Si tratta di Francisco Coloane, “il più grande scrittore cileno e uno dei più importanti autori di romanzi d’avventura di tutti i tempi”. Il maestro di Sepúlveda, colui che gli ha indicato la via per diventare scrittore e viaggiatore.

“Ultime notizie dal Sud”

Il secondo è un viaggio che ha inizio nel 1996, davanti a una tazza di mate con l’amico fotografo Daniel Mordzinski. Sarà lui il suo compagno di viaggio. Insieme, tra parole e immagini, cercheranno di raccontare lo strano miscuglio di crudezza e tenerezza, verità e leggenda della terra patagonica. Oltre al Moleskine questa volta c’è una Leica, con cui i due amici vanno a caccia di storie da ultima frontiera. Le storie che si ritroveranno a immortalare con penna e scatti sono così tante che il libro verrà alla luce con diversi anni di ritardo, quando le cose che lo scrittore voleva raccontare avranno ormai acquisito “il sapore dell’inesorabilmente perduto”.

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2 Commenti

  1. Un gigante, uno scrittore ed un uomo eccezionale… grazie per questo bellissimo ricordo. I suoi libri resteranno per sempre con noi..
    Descansa en paz

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