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Il CAI porta “La montagna a casa”. Tante proiezioni online fino a giugno

Anche il Club Alpino Italiano scende in campo per offrirci un supporto cinematografico durante questa lunga quarantena. A partire da oggi, venerdì 3 aprile, il canale Youtube del CAI diventerà una sala cinematografica virtuale in cui poter vedere una selezione di film di montagna. L’iniziativa dal titolo “La montagna a casa” porta così l’alpinismo, la natura e la bellezza delle alte quote nelle case di tutti gli italiani.

La rassegna online nasce dalla collaborazione tra CAI, Sondrio Festival – Mostra internazionale dei documentari sui parchi – e Parco Nazionale dello Stelvio. Un ringraziamento speciale, per aver reso possibile l’iniziativa, va a registi, produttori e distributori che hanno messo a disposizione gratuitamente i film.

Appuntamento settimanale con la montagna

In programmazione saranno inseriti lungometraggi, cortometraggi e documentari, estratti dal catalogo della Cineteca del CAI e di quelli dei partner. Salvo eventuali proroghe, l’appuntamento avrà cadenza settimanale da oggi al 30 giugno.

Per farci godere del senso della sorpresa, il CAI ha deciso di non rivelare tutti i titoli e le date di proiezione in una sola volta, ma di settimana in settimana. Consigliamo pertanto settimanalmente di consultare il sito CAI, il notiziario online Lo Scarpone e i canali social del Club Alpino Italiano.

Per ciascun film verrà offerta una singola proiezione serale sul canale Youtube del CAI alle ore 21. E una successiva replica il giorno dopo alle 16.

“Solo in volo”

Questa sera alle ore 21 non perdete il primo appuntamento con il film “Solo in volo” di Luca Maspes (Italia, 2018, 31′), inserito in programma grazie alla collaborazione con la Fondazione Luigi Bombardieri. In via eccezionale, la pellicola resterà a disposizione sul canale Youtube anche nei giorni a venire.

Il film è il ritratto di Luigi Bombardieri. Nato a Milano nel 1900, visse la sua vita a Sondrio, dove lavorava come direttore di banca. Trascorreva tutto il tempo libero fra i monti e la Sezione del Club alpino della sua città, a cui era a tal punto legato da lasciarle in eredità tutti i suoi beni. A lui si deve l’intuizione che solo l’utilizzo degli elicotteri avrebbe potuto fare la differenza fra la vita e la morte nei soccorsi in montagna. Grazie alle ardite imprese nel massiccio del Bernina con le Guide alpine e all’esperienza diretta, elaborava idee innovative per l’alpinismo e la frequentazione dell’alta quota. Morì nel 1957, proprio nel tentativo di sperimentare la sua idea, precipitando sotto il “suo” Rifugio Marinelli.

Mezzo secolo dopo, Maurizio Folini, Guida alpina e pilota di elicotteri, ha traghettato la stessa idea di Bombardieri dal gruppo del Bernina al Nepal, sulle montagne più alte del mondo. Riuscendo a soccorrere alpinisti a quote record e aiutando la popolazione civile dopo il terremoto del 2015. I successi ottenuti spingono Folini a proseguire ancora oggi la sua opera di insegnamento delle tecniche di elisoccorso ai futuri piloti che opereranno in Himalaya, credendo fortemente nei valori di Bombardieri, da trasmettere ai giovani, e della montagna come scuola di carattere, di onestà, di solidarietà umana e di amore per la natura.

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4 Commenti

  1. Io comincio ad essere stanco di vedere video io voglio e pretendo di poter andare in montagna come e quando voglio .Sono stanco di essere agli arresti senza avere commesso nessun reato. Ora voglio vedere se avete il coraggio di pubblicare questo grazie

    1. Io frequentavo la montagna ogni fine settimana. Estate autunno inverno primavera. Frequentavo appunto.
      Io sto a casa!!! Anzi no, lavoro e basta. Faccio l’infermiera.
      Voglio vedere se hai il coraggio e la forza di resistere in rianimazione con un tubo in gola senza sapere se mai ti risveglierai….
      Quindi resisti e stai a casa anche tu come tutti…. Meglio in casa che intubato…
      Credimi sulla parola…
      Quindi goditi sti film e pensa a quanto sei fortunato…

    2. Spero che anche questo mio piccolo sfogo venga pubblicato perché la penso tale e quale a Marcello. Premetto che mi sto attenendo alle regole vigenti dovuti all’emergenza coronavirus però, con lo stato d’animo in cui tanti di noi (me compreso) ci troviamo, sarà veramente dura mantenere questo rigore. Odio le città e, ancor più, ogni genere di assembramento. Amo camminare in mezzo alla natura, meglio ancora se lo posso fare in montagna e, il più delle volte lo faccio in solitudine e qualcuno deve spiegarmi perché una cosa così bella e salutare mi deve essere negata. Premetto che non prendo un’influenza da più di venti anni ma anche se non fosse stato così, voglio sapere a chi posso nuocere trovandomi in mezzo a un bosco o percorrendo un sentiero. In questo periodo, in cui solitamente programmo le vacanze estive in montagna, per me è veramente uno strazio questo galleggiare nell’oblio. Lavoro 11 mesi e mezzo su 12 e la montagna è la mia vera e unica ricarica. Si parla soltanto di emergenza sanitaria o economica. Nessuno parla di quella psicologica. Personalmente, se guardo video relativi alla montagna, mi viene il groppo alla gola.

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