Rifugi

Val Masino. Il rifugio Bonacossa cerca gestori per il 2020

Il Rifugio “Allievi Bonacossa”, situato a 2.400 m in alta val di Zocca, in comune di Val Masino (SO), nel gruppo montuoso Masino, Bregalia, Disgrazia, è alla ricerca di nuovi gestori.

Il bando per l’affidamento della struttura è stato reso pubblico negli scorsi giorni dalla Sezione di Milano del Club Alpino Italiano. Un nuovo passo avanti in quella che viene definita una “opera di rinnovamento e rilancio dei propri Rifugi”.

La concessione avrà durata di 3 anni, rinnovabile per altri 3 entro la fine del terzo anno, con inizio dal 1 gennaio 2020. Il bando di gara completo è scaricabile sul sito della sezione CAI di Milano.

Il Rifugio Bonacossa

La struttura attuale risale agli anni ottanta, a seguito della parziale distruzione del vecchio rifugio a causa di una valanga. Dispone di moderni comfort e servizi, quali corrente elettrica prodotta da mini centralina di proprietà dell’attuale Gestore, locali riscaldati e docce con acqua calda.

Il Rifugio rappresenta una tappa intermedia del trekking lungo il sentiero Roma.

Gestione e rilancio

Come sottolineato dalla sezione CAI di Milano “il progetto di gestione, richiesto dal bando, dovrà prevedere un piano di rilancio e promozione dell’attività escursionistica e alpinistica sui gruppi montuosi circostanti, delle attività agrosilvopastorali del territorio in cui insiste, anche attraverso un’intensa azione di collaborazione con gli altri rifugi della zona, in particolare con quelli inseriti nel Sentiero Roma”.

Modalità di presentazione dell’offerta

L’offerta dovrà essere presentata al CAI Sezione di Milano esclusivamente via posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo milano@pec.cai.it entro il giorno 31/01/2020. L’oggetto della PEC dovrà indicare “BANDO DI GESTIONE RIFUGIO ALLIEVI BONACOSSA”.

In alternativa sarà possibile consegnare la documentazione a mano al CAI Sezione di Milano (via Duccio di Boninsegna 21/23 – 20145 Milano).

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7 Commenti

  1. mi sembra che il canone annuo di 18mila euro sia un po’ poco motivante … in 4 mesi e mezzo di apertura vale 4mila euro al mese = 130 euro al giorno tutti i giorni – oppure almeno 50 pernottamenti ogni sabato notte … e il personale che ci vivrà e lavorerà avrebbe diritto ad essere pagato e a guadagnare (anche bene per poter investire in migliorie)
    e mi sembra che la già non grande affluenza dai tempi in cui ci passavo sia ulteriormente diminuita …
    vebbè probabilmente avranno fatto i conti giusti ma, …. boh

  2. 4 mesi e mezzo mi sembra un po’ troppo come periodo d’apertura… Certo che lavorare per pagare l’affitto non è una bella cosa, il che forse giustifica la “simpatia” di tanti rifugisti.
    L’ultima volta che c’ero stato, c’erano 2 ragazze peruviane a lavorare, e il gestore non si è mai fatto vedere. Unico cliente a dormire, in un sabato di luglio ..

  3. 18 k richiesti di affitto per 3 mesi di apertura ufficiale da fine giugno a fine settembre, sommare l’elicottero per i trasporti carichi (3/4 k), il personale in regola (5-10 k) ed il contenuto di proprietà del vecchio rifugista, mobili arredi e centralina per energia (15/20 k ?). Sperate nel bel tempo e fate bene i vostri calcoli. In 3 anni di contratto non so se si rientra. Posto meraviglioso ma solo per trekker ed arrampicatori poco spendaccioni.

  4. Bisognerebbe prendere esempio dai vicini rifugi svizzeri. Vedi capanna albigna e capanna forno. Sempre strapieni di scolaresche che studiano la montagna e i cambiamenti climatici. Veramente impressionante incontrare nel mese di luglio in un giorno feriale una cinquantina di alunni provenienti da Stoccarda pernottare per più giorni. Inoltre nella gestione di un rifugio partecipano anche ragazzi tirocinio scuole lavoro.

  5. Lo scolaresche non arrivano per caso. Dietro c’è un grosso lavoro di promozione e pubblicità. ma ce lo vedete il Fiorelli della Gianetti fare public relations con qualche istituto privato cattolico???

  6. Forse meglio :cedesi gratis in gestione, anzi vi paghiamo.
    Certe case di montagna portano da ann i l cartello “VENDESI”,:sono in posizioni e condizioni talmente disastrate, eppure mai un”Ragalasi”.
    Certi rifugi non del Cai ma di Comuni o Comunita’ montane, sono stati dati in gestione con gara d’appalto.Versato anticipo, poi il gestore ha interrotto il pagamento e mollato tutto .

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