Rifugi

Stage in rifugio per disabili mentali, una iniziativa che piace

SAT: "Siamo aperti a proposte e idee"

Nell’estate del 2019 la SAT, storica Società degli alpinisti tridentini aderente al Club Alpino Italiano, ha promosso la seconda edizione di“Esperienze al rifugio”, iniziativa che prevede lo svolgimento in rifugio dicirca 25 stage formativo/lavorativi, rivolti a persone portatrici di disagio mentale e assistite dalle cooperative. Un progetto ad alto impegno sociale patrocinato e finanziato dalla Federazione Trentina della Cooperazione, coordinato da Claudio Colpo, consigliere centrale Sat responsabile del Gruppo di lavoro “Montagna per tutti” e da Sara Foradori del Centro Salute Mentale di Trento. Con l’inverno ormai alle porte è tempo di bilanci.

I numeri dell’edizione 2019

Come nella prima edizione, anche quest’anno sono stati 7 i rifugi aderenti al progetto: Pernici, Stivo-Marchetti, Casarotta, Val di fumo, Segantini, Peller e Altissimo. Quattro le cooperative sociali coinvolte: Kaleidoscopio, il Cerchio del Fare Assieme, Punto d’Incontro, Gruppo 78 Ala.

Numeri importanti ma ancora migliorabili, a detta della SAT, che si rende disponibile ad ascoltare proposte e idee per arricchire il progetto. “Il nostro sodalizio crede fermamente in questi momenti che alla fine di ogni esperienza lasciano un arricchimento di relazioni importante, sia per chi frequenta, che per chi ospita”, ha dichiarato la presidente SAT Anna Facchini.

Soddisfatti gli organizzatori ma anche i rifugi ospitanti e gli ospiti, che hanno dichiarato di essere già pronti a mettersi in lista per ripetere l’esperienza nella prossima estate. Giudizi che convincono la Federazione a proseguire nel sostegno economico dell’iniziativa.

Esperienze importanti per i disabili

Le cooperative sociali aderenti all’iniziativa hanno sottolineato come simili esperienze siano di grande importanza per persone affette da disagio mentale. Rispetto a classiche strutture in cui vengono svolte attività lavorative con i pazienti, l’ambiente del rifugio, immerso nella natura, passaggio continuo di escursionisti, fornisca stimoli decisamente maggiori.

Cosa è una “esperienza in rifugio”?

Lo stage in rifugio dura 4 giorni e prevede al termine una retribuzione da parte dell’organizzazione, il che assolve il gestore da obblighi finanziari.

Il primo giorno prevede la salita al rifugio, durante la quale i partecipanti hanno modo di prendere contatto con la natura e con la struttura. Qui vengono spiegate le attività che si sarà chiamati a svolgere.

Nei due giorni successivi si inizia a lavorare, per circa 5/6 ore al giorno. Si spazia da mansioni quali reception e servizio in sala o al bar fino al riassetto delle camere e a piccoli lavori di manutenzione. La selezione delle attività da affidare al singolo viene effettuata tenendo conto delle inclinazioni personali, cercando quanto più di andare incontro alle preferenze dello stagista. Il quarto giorno è quello dei saluti e del ritorno a valle con un carico positivo di ricordi.

 

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