Rifugi

Inaugurato nel Parco della Majella il nuovo bivacco “Carlo Fusco”

Nel Parco Nazionale della Majella è stato inaugurato il nuovo bivacco “Carlo Fusco”. Posizionato nell’Anfiteatro delle Murelle, a quota 2.455 m, andrà a sostituire lo storico bivacco costruito nel 1975 dalla sezione Majella del CAI di Chieti.

Il nome del bivacco riprende quello del Dottor Carlo Fusco, medico presso l’ospedale di Chieti, cui si deve l’intuizione di introdurre la struttura nel territorio del Parco. Alla realizzazione contribuì anche l’attuale presidente della sezione del CAI di Chieti nonché consigliere del CAI Centrale Eugenio di Marzio.

La sostituzione del bivacco originario, fortemente voluta dal consiglio direttivo della sezione, è stata realizzata grazie al supporto del Parco Nazionale della Majella. Alla realizzazione hanno contribuitonumerosi professionisti del CAI, tra cui Marcello Borrone della Commissione Rifugi ed Opere Alpine.

Una inaugurazione in due tempi

L’inaugurazione del nuovo bivacco si è svolta in due tempi. Prima con una festa della sezione CAI di Chieti presso il Rifugio Pomilio sulla cresta della Majelletta, che ha visto anche la presenza del Presidente generale del CAI Vincenzo Torti e del Direttore del CAI Andreina Maggiore. Poi con una escursione collettiva.

Numerosi i partecipanti che hanno reso necessaria una congiunta gestione tecnico-logistica da parte di tecnici del CAI, del Parco e dei carabinieri forestali, disponibili a dare risposta alle curiosità naturalistiche dei presenti. Per l’occasione sono stati anche installati diversi punti di osservazione faunistica.  

All’apertura ufficiale del bivacco hanno partecipato, oltre al presidente del CAI di Chieti Eugenio Di Marzio, anche il presidente del CAI Abruzzo Gaetano Falcone, il Direttore del Parco Luciano Di Martino, il comandante del Reparto Carabinieri Majella Livia Mattei, i fabbri che hanno realizzato il bivacco Dante e Massimiliano Santoferrara e la figlia di Carlo Fusco, Roberta.

Un supporto al turismo sostenibile

Il nuovo bivacco, come dichiarato dal Direttore Di Martino, si inserisce in quello che è il percorso intrapreso dal Parco Nazionale della Majella per affermare il turismo sostenibile e consapevole. “La rete dei sentieri e dei rifugi, inteso come insieme degli interventi sul territorio, materiali ed immateriali, è da considerarsi un bene pubblico, da custodire e conservare”.

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