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Rifugi

2 Euro per un caffè al rifugio, troppo? Franco Perlotto: non potrei farlo a un euro

Franco Perlotto. Foto pagina Facebook rifugio BoccalatteFranco Perlotto. Foto pagina Facebook rifugio Boccalatte

“Quest’anno ho fatto un esperienza nuova e ho pernottato al rifugio Boccalatte” ha commentato qualche tempo fa un lettore sul sito. “Siccome non dovevo misurarmi con nessuna parete o vetta ho chiacchierato con il gestore del rifugio deducendo che il caffè, pagato 2 Euro, aveva un suo perché. Voi che siete esperti di montagna dovreste sapere che i costi per portare quel caffè a 2800 metri sono smisurati”.

Capita spesso, nei rifugi, di sentire qualche voce lamentarsi dei costi del panino, dell’acqua, del caffè. Succede anche in città di pagare 2 Euro un caffè o un prezzo apparentemente spropositato per un toast. La differenza tra rifugio, dove i rifornimenti si portano spesso su in elicottero, e il bar di città sta nei margini di guadagno. Lasciamo però che sia Franco Perlotto, gestore del rifugio Boccalatte-Piolti alle Grandes Jorasses, a raccontarci quali sono i costi di gestione del rifugio.

 

Ciao Franco, partiamo subito con una domanda banale. Se andiamo a Venezia e prendiamo un caffè in piazza San Marco lo paghiamo quanto quello preso in rifugio. Come mai?

“In città si paga per l’importanza e la bellezza del luogo in cui ci si trova mentre in montagna per i costi di gestione. Io non potrei fare il caffè a un euro, altrimenti non ci starei dentro. Mi converrebbe non farlo”.

Quali sono i costi per portare caffè e altri rifornimenti al Boccalatte?

“Il costo maggiore è quello dell’elicottero, che viene circa 250 Euro a rotazione. Di solito faccio cinque o sei rotazioni a inizio stagione e una a chiusura, per riportare a valle i rifiuti. Una cifra che si aggira tra i 1500 e i 1700 Euro di elicottero, e stiamo parlando di un rifugio piccolo. Immaginate le cifre che possono avere altre strutture più grandi come il Bonatti o il Bertone”.

Hai qualche difficoltà di conservazione dei prodotti su al rifugio?

“Più semplicemente non ho nulla di fresco. Al massimo patate e cipolle che si tengono tutta la stagione”.

Cosa significa a livello di gestione, e rapporto con i clienti, mandare avanti un rifugio come il Boccalatte nel 2019?

“È un rifugio all’antica, dove lo stile va mantenuto. Si tratta di una struttura con pochi comfort, molti lo capiscono già lungo il sentiero di accesso con corde fisse e quei 1300 metri di dislivello che aiutano a entrare nella mentalità. Ovviamente poi capita anche quello che ha pretese e richieste assurde, che magari non si rende conto di quelle che sono le difficoltà nella gestione di una struttura come questa”.

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26 Comments

  1. Grazie Franco , per la passione che metti nel tenere aperto quel particolare rifugio . Buona fine di stagione !

    1. A mio parere in certi rifugi dove il rifornimento è difficoltoso e si devono appoggiare a mezzi costosi per portare la merce è giustificato l’aumento del prezzo medio dei pasti ma molti altri assolutamente NO

  2. Il problema è quella gente ignorante che va in un rifugio una volta ogni 15 anni e poi si sente in diritto di scrivere su Tripadvisor e simili: ” 2 euro per un caffè!!! 5 euro per un pezzo di torta!!! 15 euro per un primo piatto!!! Inaccettabile!!!”

    Dicasi anche ‘merenderos’. Che vorrebbero perfino il caviale a 3000 metri. Per fortuna, la maggior parte della gente ha più sale in zucca.

  3. LA COSA E’ MOLTO SEMPLICE: CHI SI LAMENTA DEI PREZZI DEI RIFUGI E’ PERCHE’ LI FREQUENTA,FORSE,UNA VOLTA L’ANNO E MAGARI IN FUNIVIA.
    PERTANTO NON E’ IN GRADO DI COMPRENDERE COSA SIGNIFICA GESTIRE UN RIFUGIO. ERGO, PUO’ SCEGLIERE DI FERMARSI A VALLE E SOGGIORNARE PRESSO QUALCHE CAFFETTERIA OPPURE, MEGLIO, STARSENE A CASA! NE GUADAGNEREBBE LA MONTAGNA E CHI LA AMA E LA VIVE IN QUANTO TALE. SALUTI.

      1. io direi di dargli 5 euro che vadino a prenderselo al bar appena sotto al mio rifugio, e di non ritornare mai più su queste montagne, Persone che anno il cervello grande come quello di una gallina.

  4. Grazie Franco per aver la forza di mandare avanti un rifugio, punto di appoggio per principianti e non. Quando si arriva in un rifugio non si puo pretendere la luna, ” rifugio vuol dire ricovero, aiuto per chi va in montagna ” a me e’ successo all’arrivo al rifugio Elena dove c’era un menu’ esposto all’esterno , abbondante con varie possibilita’ di portate, una signora ha chiesto gli ” spaghetti alll’amatriciana ” noi e altri ospiti e gestori abbiamo guardato questa signora di traverso, lei ha alzato i tacchi e se ne andata. Forse sulla recensione avra’ scritto peste e corna. Noi abbiamo mangiato bene.

  5. 2 euro mi sembrano pochi oppure uno sproposito l’euro e 10 del bar sotto casa :-)) In Austria lo ho pagato 3 euro in un rifugio raggiungibile in macchina e ovovia….. E per inciso in Piazza San Marco seduti per 2 euro non vi prendete nemmeno la bustina di zucchero! Impeccabili le risposte del gestore.

  6. Un rifugio come dice la parola è un RIFUGIO!
    Altrimenti lo si sarebbe chiamato albergo o ristorante
    D’accordo con chi mi ha preceduto prego i fighetti della domenica convinti che la montagna sia di tutti di starsene a casa!
    La montagna è di tutti coloro che la sanno vivere e conquistare, non sfidare, con amore e rispetto

  7. Lassu’ in montagna chi non porta non beve e non magna!…1 euro per il caffe’ed il resto per portarlo su…con quello che serve per addolcirlo e prepararlo.Spesso e’problematico pure il rifornimento di acqua di sorgenti presto prosciugate…e certi chiedono di farsi la doccia..o il bagno in vasca piena sino all’orlo.
    Altri in citta’ turistiche si lamentano per 1 euro dovuto per uso bagno.Metteteci pulizia frequente , sapone, carta, acqua…deodorante..asciugatoio elettrico..

  8. Complimenti a Franco e a tutti i coraggiosi gestori di rifugi impegnativi-ovvero non alla portata di tutti gli escursionisti. Chi riesce ad arrivare fino a lì sa dove sta andando e cosa lo aspetta. È comunque l’anno della riapertura, con mia moglie, dopo aver dato una mano a cercare la tubazione dell’acqua sepolta dalla neve, abbiamo mangiato la più buona pasta al dente mai gustata?

  9. Per i rifugi che si raggiungono solo a piedi i costi maggiori sono più che giustificati sono più di 30 anni che faccio le mie
    Vacanze per rifugi a parte qualche caso raro mo sono sempre trovato bene li qualsiasi
    Cosa che a casa e scontata costa
    Fatica anni fa nei rifugi arrivavi
    E si mangiava quello che c’era
    La doccia te la scordavi giusto così sono rifugi non alberghi

  10. Nulla da dire sui 2€ per il caffè al rifugio poco accessibile rifornito al prezzo degli elicotteri.
    Sottolineo solo che quando si paga altrettanto o più in piazzia San Marco o in Montepaone non dimentichiamoci che in tali luoghi -anche se facilmente raggiungibili -i si pagano affitti folli per un locale, oltre alla prezzo della mondanità che per alcuni ha un valore come per un alpinista la ”sacralità”di altri luoghi.
    Comunque bravo Franco e complimenti per la passione infondi!

  11. Diciamo che ci sono rifugi e Rifugi. Questo come altri, sempre meno a dire il vero, rientrano nella seconda categoria, posti stupendi dove ancora si vive e respira il vero senso di queste strutture e della montagna. Gli altri ormai
    troppo spesso sono rifugi solo nel nome per il resto strizzano occhi ad alberghi di lusso e ristoranti di città distorcendo il senso di queste strutture

  12. A’ propos di rifugi, bivacchi e luoghi montanari di riparo, suggerisco quella lettura entusiasmante, avvincente, illuminante del piccolo libretto di Enrico Camanni (scrittore, giornalista, alpinista…) edito per EdicicloEditore:
    L’INCANTO DEL RIFUGIO, piccolo elogio della notte in montagna.
    92pag. €9,50
    Forse dovrebbero leggerlo sopratutto (ma non solo) coloro che pensano che il rifugio sia luogo di villeggiatura.

  13. Giro il mondo , amo le montagne .
    ho profonda stima per i gestori di rifugi, donne e uomini che mi permettono di godermi un the’ caldo , un fuoco acceso, un buon pasto , un letto , nel mio peregrinare tra guglie e pinnacoli.
    Nessuno mi obbliga a usufruire dei loro servizi, potrei portarmi un thermos, fare pipi dietro un pino, mangiarmi un panino.
    Rido a leggere i commenti di quelli che si lamentano per il costo del caffe’ , che si prendano la scorta da casa , che si aggiungano ai turisti felici e sorridenti che a Riccione, Milano, Roma , Venezia….pagano un botto e ringraziano pure ..
    Mia nonna diceva: il mondo è bello perche ‘ AVARIATO.

  14. Chi si lamenta per aver pagato due euro pet un caffè in un rifugio a 2800 metri, dove tutto si deve portare a spalle o con l’elicottero, farebbe meglio a starsene a casa, oppure dovrebbe provare di persona a gestire il rifugio per capire la fatica e le difficoltà che si incontrano.

  15. Al rif Sebastiano del terminillo una birra a tre “Neuri” e per lo mene esagerato….la strada e asfaltata fino alla porta d’ingresso e ci si va anche con il Porsche

  16. In val di Mello ci sono “rifugi” che costano più di quelli sul sentiero Roma a 2500m. Ed i rifugi stessi in quota sono assai differenti l’uno dall’altro in quanto a costi ed ospitalità.

  17. Io non ho abbastanza soldi per approfittare di molti rifugi. Ma non disdegno e approfitto di una bevanda calda o di una fetta di torta. E confesso che se ci si comporta da persone educate nessuno ti tratta male anche se non dormi né mangi lì. In almeno tre rifugi sulle Alpi, pur sapendo che bivaccavo in tendina molto più su, alle mie magre consumazioni si è sempre risposto con cordialità e gentilezza, oltre brevi chiacchiere. Una volta mi hanno persino offerto il gelato. È un mestiere duro e difficile. Due euro valgono bene il ricambio di un sorriso e un consiglio.

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