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Cultura

La misteriosa storia di don Buzzetti

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SONDRIO — La storia è datata 1934, l’anno della scomparsa tra le pareti granitiche della val Masino di don Giuseppe Buzzetti. Una morte ancora avvolta dal mistero e dalla leggenda.

Questa sera il programma di Rai Tre, "Geo & Geo", ripercorrerà il suo percorso di sacerdote e alpinista con un documentario firmato dalla regista Isabella De Felici.

Nativo di Chiavenna (SO), la vita di don Buzzetti è una vita passata con lo sguardo verso l’alto. Una grande fede, un forte impegno di pastore e educatore, ma soprattutto la montagna, la sua grande passione. Imprese solitarie nel gruppo del Masino-Bregaglia, le valli a quei tempi ancora poco conosciute che con i loro ambienti austeri esercitavano un fascino irresistibile sul prete alpinista. Su tutte, la sua fama si lega a due vie: quella sul Sasso Manduino e sul Pizzo di Prata.

E fu proprio al cospetto di quelle vette, che tante volte lo avevano visto gettare sudore, che il reverendo trovò la morte. Il 14 luglio del 1934 tentò l’ascensione alla punta S.Anna, baluardo granitico della Val Codera. Ma nel piccolo paesino di Uschione (SO) dov’era atteso nel pomeriggio per la messa, non giunse mai.

Il corpo di don Buzzetti non fu più ritrovato e a 70 anni di distanza nessuno ancora sa cosa sia successo quel giorno. Ciò che resta è il ricordo di un uomo leggendario. Basato sul libro "Il prete scomparso" di Scaramellini, De Pedrini e Benini, il documentario di Rai Tre si avvale della collaborazione degli alpinisti lecchesi Giuliano Maresi e Daniele chiappa, dello scalatore Rossano Libèra di Novate Mezzola (SO), e dello storico Guido Scaramellini.

 

Non mancano poi le immagini mozzafiato del gruppo del Masino-Bregaglia riprese a bordo di un elicottero. Un documentario che vale la pena di non perdere, affascinante e misterioso come solo la morte in montagna lo può rendere.

Massimiliano Meroni
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