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Grignetta. Ultimato il restauro del Bivacco Ferrario

Si sono conclusi sabato 3 agosto i lavori di restauro del Bivacco Ferrario, in cima alla Grignetta (2184m). Il merito della sistemazione dell’igloo metallico, realizzato nel 1968, va a numerosi volontari del CAI Lecco e del Gruppo dei Ragni di Lecco. La struttura, che finora è stata di proprietà del CAI Milano con manutenzione affidata al CAI Lecco e ai Ragni di Lecco, sarà a breve ceduta formalmente al CAI Lecco, che ne diventerà così anche proprietario.

A guidare la squadra operativa è stato il restauratore e Ragno Cesare Bugada. Come dichiarato dal presidente del CAI Lecco Alberto Pirovano, i lavori  sono stati svolti con finalità conservativa. Si è quindi cercato di recuperare e salvaguardare le parti recuperabili, quali i pannelli interni di rivestimento, che sono stati semplicemente ripuliti e risistemati. Purtroppo c’è stato poco da fare per alcune incisioni, che resteranno nel bivacco come impronte di inciviltà. Pavimento e parti  strutturali sono state recuperate. Alcune infiltrazioni sono state risolte con l’utilizzo di mastici speciali.

Il restauro è iniziato nel mese di settembre 2018 ed è costato circa 5-6 mila euro. Una cifra che rappresenta una stima legata all’acquisto dei materiali, ancora da confermare in maniera analitica. Come ha tenuto a sottolineare il presidente Pirovano, gran parte dei lavori è stata svolta infatti in forma volontaria.

Un igloo sacro

Il progettista del Ferrario, l’architetto Mario Cereghini, definì la struttura appena ultimata sulla Grignetta un igloo sacro. Non un semplice bivacco ma un luogo dal significato più ampio, consacrato alla memoria di chi è scomparso in montagna. Questo è ciò che ha tenuto a ricordare in occasione del termine dei lavori di restauro il presidente del CAI Lecco, auspicando a un maggior rispetto di questa “cappella” in quota, che verrà lasciata aperta fintanto che non si manifestino nuovamente atti di inciviltà.

In caso di nuove scritte o comparsa di adesivi la struttura verrà chiusa o smontata definitivamente e trasferita al museo dei Piani Resinelli. Una posizione molto dura ma comprensibile quella assunta dal CAI Lecco.

La storia del Bivacco Ferrario

Come si legge nel libro “Cai Lecco. Un Secolo di Storia 1874 – 1974”, la costruzione del Bivacco Ferrario venne ordinata dalla vedova dell’alpinista milanese Bruno Ferrario, scomparso con Arnaldo Tizzoni sulla Nord Ovest del Pizzo Cassandra nel 1964. Il progetto, a cura dell’architetto Mario Cereghini, fu realizzato presso i cantieri Badoni. Non risultò certo facile portare la struttura metallica in cima alla Grignetta. Una impresa che si tentò di realizzare con un elicottero dell’Aeronautica Militare destinato al soccorso alpino. Il velivolo si trovò però a combattere contro il vento, a nebbia, persino l’avaria a un motore. Furono necessari più giorni perché il meteo e il destino consentissero di calare l’igloo. Ma proprio nel giorno che sembrava più propizio, un colpo improvviso di vento, nel momento più delicato della operazione, fece rotolare a valle il bivacco. I Ragni, guidati da Riccardo Cassin e Dino Piazza, decisero di optare per un piano B: costruirlo direttamente in vetta portando in quota i pezzi prefabbricati mediante una rudimentale teleferica. L’inaugurazione avvenne il 4 Novembre 1968.

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3 Commenti

  1. Bellissimi questi approfondimenti storici.
    Ho notato, nell’ultimo periodo, che in ogni articolo date grande attenzione ad approfondire il tema trattato.
    Benissimo, continuate così… la migliore informazione di montagna disponibile sul web site voi… grande Montagna.tv

  2. Vediamo quanto ci mettono i soliti p…la a scassarlo nuovamente, l’ultima volta ho portato giù un bel sacchetto di monnezza.

  3. Bivacco Dina Dordei in valle d’Angheraz, vecchia storia che costituisce precedente.
    Smantellato nel lontano 1994 per uso incivile e degrado da parte di vandali.
    Giornale L’Adige 09/08/2018 riporta:”Sporcizia, incuria, vandalismi al Bivacco Minazio” vallon delle Lede, pale di SanMartino.In passato certi lo occupavano in pianta stabile per lungo periodo come campo base gratuito sorgente d’acqua permettendo e facevano estromissione di altri..che alla sola vista ed olfatto appena entrati ricevevano lo spunto a continuare senza indugio per r ifugio Pradidali o Rosetta, gestiti CaiSat, o a scarpinare per tornare a valle rinunciando a notti magiche..

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