Turismo

Dal granito al calcare in un unico sguardo – Speciale Outdoor Estate

Camminate in famiglia, salite alpinistiche, adrenaliniche gite in mountain bike. È questa l’estate che propone lo speciale Outdoor disponibile in allegato al numero 99 di Meridiani Montagne. Sette località per sette avventure da vivere all’insegna della fresca aria di montagna. Il nostro racconto oggi arriva in a Pinzolo, Madonna di Campiglio e Val Rendena.

Da un lato la dolomia dalle forme delicate e fragili, scolpite dall’erosione degli elementi. Dall’altra parte, invece, una più solida roccia granitica e ghiacci perenni che occupano le quote più alte. Due territori completamente diversi, ma entrambi accessibili da Madonna di Campiglio, da Pinzolo e dalla Val Rendena. “È una montagna per tutti i gusti” racconta Martina Turri, accompagnatrice di media montagna e appassionata di outdoor. “In bassa valle è possibile fare belle escursioni nei boschi mentre salendo più in alto si può scegliere se andare in cerca delle verticalità calcaree oppure di qualche bella esperienza in quota sul ghiacciaio“.

Martina, classe 1984 vive a Giustino vicino a Pinzolo, dov’è nata e cresciuta, “salvo che per il periodo universitario” sottolinea. Va in montagna da sempre e ama le lunghe e impegnative salite dove può mettere alla prova la resistenza non solo fisica, ma anche mentale. “Per me la montagna è un elemento della quotidianità, una cosa normale che però mi affascina ogni giorno” si presenta. “È un qualcosa che hai dentro, che vai sempre a cercare” e che cerca di far scoprire agli altri anche attraverso il suo lavoro all’interno dell’Azienda per il Turismo. In questo caso a noi, accompagnandoci in un viaggio che parte dai quasi ottocento metri di Pinzolo e sale fino agli oltre tremila della Presanella.

Martina, da come lo racconti quello della Val Rendena è un territorio in grado di soddisfare tutti i gusti. È effettivamente così?

“È un luogo che offre tantissime possibilità. Dalle passeggiate attraverso i pascoli, magari a vedere le malghe o le fattorie didattiche, fino a un alpinismo che in estate trova ancora la neve. Il nostro grande pregio sta poi nell’essere circondati da montagne uniche: accedendo dallo stesso punto d’ingresso ci troviamo da un lato le Dolomiti di Brenta, con la loro roccia stratificata, e dall’altro l’Adamello Presanella, dall’aspetto completamente diverso. Paesaggi, colori e forme che cambiano completamente. Anche solo a un primo colpo d’occhio ci si rende conto di essere in un luogo unico dove poter godere appieno della montagna”.

Come suggeriresti di iniziare a scoprire questi luoghi a chi li approccia per la prima volta?

“Sicuramente a piedi, immergendosi nel cuore del Brenta. È una montagna veramente molto bella e facilmente accessibile. Con gli impianti di risalita, che aiutano a guadagnare il dislivello, si possono raggiungere con facilità i 2500 metri del rifugio Stoppani al Grostè da cui, con una tranquilla camminata di un’oretta e mezza, si arriva al rifugio Tuckett. Questo è un luogo molto suggestivo per un primo approccio al territorio, le cime sono così vicine che sembra quasi di poterle toccare con mano. Abbiamo l’imponente Castelletto Inferiore la cui salita inizia proprio da rifugio; la Cima Sella e la Bocca di Tuckett, punto di passaggio per molte traversate più o meno facili. Un suggestivo e bell’itinerario è quello che rientra verso valle passando per le cascate di Vallesinella con ponticelli, scalette e la piacevole ombra del bosco di conifere”.

Sappiamo che sei mamma, dove porti i tuoi bambini quando andate in montagna?

“Spesso andiamo ai vicini laghetti dove si divertono tantissimo. Percorsi di mezz’ora o qualcosa in più per poi lasciarli liberi di giocare con l’acqua. Molto semplice è l’escursione che porta al laghetto Nambino, un calmo specchio d’acqua raggiungibile con una rapida camminata tra i boschi. Questo bacino fa parte del famoso, e impegnativo, Giro dei Cinque Laghi che parte dall’omonimo rifugio. Dal panorama unico è il lago delle Malghette, che si apre in un anfiteatro di conifere. Un po’ più impegnativo è invece quello di San Giuliano, in ambiente di alta montagna”.

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Un commento

  1. Calcari, dolomite e porfidi e graniti e arenarie , nel raggio di poche decine di chilometri anche in altra zona.. Dove ?Meglio non divulgare.

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