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Esplorate, non fermatevi: un caffè con Jan Van Leeuwen

Carisma, sorriso spontaneo e quell’abbronzatura tipica di chi in montagna cerca di passare quanto più tempo possibile. Così ci accoglie Jan Van Leeuwen, vicepresidente e general manager Emea di The North Face dal gennaio 2018. Olandese d’origine frequenta la montagna fin da bambino. “Arrivo da una nazione totalmente piatta, ma quando per la prima volta ho incontrato la montagna me ne sono innamorato. Avrò avuto tre anni la prima volta in cui, con i miei genitori sono andato a sciare sulle Alpi austriache. Tornavamo ogni inverno e, crescendo, ho iniziato a praticare anche lo snowboard” racconta divertito. “Ora per fortuna vivo a Lugano, decisamente più vicino alle montagne” sorride.

Non solo sci tra le passioni di Leeuwen, quando infatti la neve lascia il posto al caldo estivo eccolo indossare scarponi da trekking o più leggere scarpette da trail running. Pratico anche un po’ di alpinismo. Qualche settimana fa ho scalato il Mount Baker” ci confida. Alto 3286 metri il Mount Baker è un vulcano dello stato di Washington negli USA e di certo è un buon primo approccio al mondo del ghiaccio e della montagna. “Siamo partiti alle 2 del mattino e la salita è durata sei ore. Ricordo che faceva freddissimo mentre quando siamo arrivati in vetta la sensazione è stata opposta, un gran caldo. Quando però si alzava il vento tornava nuovamente il freddo. Per me, che sono un neofita, è stata un’esperienza grandiosa.

Star seduti con Jan è piacevole e il tempo scorre veloce parlando di montagne, di alpinismo e dei grandi nomi dell’alpinismo, molti dei quali testimonial The North Face. “Sono personaggi che si mettono in gioco, che spingono al limite per scoprire ogni volta qualcosa in più di se stessi” spiega. “Un tipo di esperienze che ammiro molto e che credo faccia intimamente parte della filosofia The North Face”. Non può essere diversamente per un’azienda che ha come motto Never Stop Exploring, ma che si sta diffondendo anche in città. Capita infatti sempre più spesso, in inverno, di vedere giacche sportive passeggiare tra le vie del centro. “Il nostro focus comunicativo rimane però sempre la montagna, la vita all’aria aperta e l’outdoor” spiega Jan. “Noi non vendiamo semplici prodotti. Vendiamo un messaggio ai consumatori, diciamo: esplorate, non fermatevi. Cercate di andare oltre. Per l’appunto Never Stop Exploring, uno slogan ma anche un modo di approcciarsi alla vita secondo Jan. “Nel futuro saremo sempre più connessi e stressati dalla vita di tutti i giorni”, ecco allora che sempre più persone andranno ricercando “l’avventura, l’esplorazione di qualcosa di diverso. Una via di fuga dalla quotidianità”. Un modo per disconnettersi dal mondo digitale e ritrovare un vero contatto con quello naturale.

Un concetto difficile da immaginare, soprattutto oggi, in questa realtà sommersa di comunicazione d’avventura. Dai campi base delle montagne ci arrivano messaggi sulla chat di Whatsapp mentre dalla vetta dirette satellitari annunciano l’avvenuto successo. GPS, costantemente accesi, permettono di vivere l’avventura metro per metro seguendo la salita di una montagna o il raggiungimento del Polo. Credo ci saranno sempre esploratori di due tipologie: quelli che amano la tecnologia e la condivisione delle proprio avventure in diretta; e quelli che invece preferiscono viverle intimamente, in silenzio” restituendo al gioco dell’esplorazione una dimensione di maggior contatto con la natura. “Noi li apprezziamo entrambi, ma devo dire che i primi sono fondamentali Sorride Jan.

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