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Svizzera. I resti di un aereo militare utilizzati per studiare i movimenti del ghiacciaio

I resti del Dakota C-53, aereo militare americano precipitato a 3.350 metri di quota sulle Alpi dell’Oberland bernese nel 1946, emergeranno totalmente dal ghiacciaio Gauli tra il 2027 e il 2035. Questa la previsione cui sono giunti i ricercatori del Politecnico federale di Zurigo, a seguito di calcoli basati sulle dinamiche di movimento dei ghiacci.

Alcuni reperti erano già tornati alla luce nel 2018. Circa due tonnellate di materiale riportato poi a valle: un blocco motore con l’elica, alcune parti dell’ala e molto materiale di piccole dimensioni, in lamiera e legno. Mancano ancora all’appello diverse parti dell’apparecchio, tra cui la cabina di pilotaggio.

Il velivolo, donato dagli USA alla Confederazione elvetica, è stato abbandonato sul ghiacciaio diventando un indicatore dei movimenti del ghiacciaio stesso. Il suo spostamento nel corso degli anni, modellizzato dal Politecnico, è stato riassunto in un video disponibile su Youtube dall’11 luglio scorso. Secondo le stime degli scienziati le restanti parti del velivolo potrebbero emergere tra 16 anni anche a un chilometro di distanza dal luogo dell’impatto.

L’incidente del Dakota C-53

Il 19 novembre 1946 l aereo militare statunitense Dakota C-53, decollato da Monaco con a bordo 12 persone, andò fuori rotta sulle Alpi Svizzere a causa della nebbia mentre era in volo verso Marsiglia, costringendo i piloti a un atterraggio di emergenza sul ghiacciaio del Gauli. Nonostante i molteplici rimbalzi sul manto nevoso, dovuti alla velocità con cui l’aereo toccò terra, attorno ai 280 kmh, non ci furono vittime. I quattro membri dell’equipaggio e gli otto passeggeri tra cui una bambina di undici anni, quattro donne e ufficiali dell’esercito Usa, furono tratti in salvo da una squadra di soccorritori, dopo aver atteso a lungo all’interno della fusoliera adagiata sul ghiacciaio. A 5 giorni dall’incidente, i primi due alpinisti accorsi in aiuto dei superstiti riuscirono a raggiungere il sito dell’impatto, in 13 ore di cammino. Il giorno successivo fu inviato sul posto un aereo dell’esercito svizzero con degli sci al posto delle ruote, per recuperare i sopravvissuti e portarli in sicurezza a Meiringen (Berna). Un intervento epico che rappresentò il primo soccorso aereo alpino della storia.

L’evento servì a migliorare le relazioni tese fra Svizzera e Stati Uniti nel dopoguerra e segnò anche la nascita della Guardia aerea svizzera di soccorso Rega.

Il video del salvataggio

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