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Cronaca

Non c’è pace sul Semprevisa. Sparita anche la targa di intitolazione della cima a Daniele Nardi

semprevisa, targa, daniele nardi, nanga parbat, cai latina, furtoLa folla in vetta al Semprevisa durante la passeggiata in memoria di Daniele Nardi del 31 marzo 2019

Per chi avesse avuto dei dubbi su chi fosse stato il responsabile della scomparsa della targa (animale o persona). Credo che tali dubbi possano essere fugati”. Si apre così il messaggio del Presidente della sezione CAI di Latina Federico Cerocchi, apparso martedì 12 giugno sulla pagina Facebook della sezione, in cui viene annunciata la scomparsa della targa di intitolazione a Daniele Nardi della vetta del Semprevisa.

Un furto probabilmente perpetrato in contemporanea con quello della targa di dedica all’alpinista di Sezze, deceduto lo scorso febbraio sul Nanga Parbat insieme al compagno di spedizione Tom Ballard, del sentiero 710 dei Lepini, la cui sparizione era stata denunciata il 9 giugno.

Tra i tanti commenti apparsi sotto il post del Presidente, che esprimono perplessità e rabbia nei confronti degli anonimi colpevoli, c’è anche chi consiglia di tentarne l’identificazione mediante utilizzo delle registrazioni delle fototrappole posizionate lungo i sentieri della montagna. Chi ancora spera che si tratti di un “amico o un conoscente di Daniele” che abbia deciso di portarsi a casa un ricordo, commettendo un gesto “assolutamente condannabile” ma per una ragione affettiva e chi invece, esprimendo un parere condiviso quasi all’unanimità, conclude che “strappare una dedica in memoria del più rilevante scalatore nella storia di questa giovane provincia e sicuramente del Lazio, significa offendere la memoria non solo del Nardi ma anche di tutto il movimento e degli appassionati del Lazio e d’Italia”.

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1 Comment

  1. É triste notare come le persone si accaniscano su questo fatto recentemente accaduto. La mia personale opinione é che la memoria di una bella persona rimanga nel cuore di chi gli ha voluto bene o portato rispetto e stima, sempre e comunque. La montagna sta diventando sempre più motivo di strumentalizzazione e ci si dovrebbe accanire per la salvaguardia di questo patrimonio, iniziando dall’evitare, a mio avviso, di affiggere “targhe” e quant’altro non serva ad indicare un sentiero o informazioni per la sicurezza di chi si avvicina ad essa.

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