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Arrampicata, Sport

Arrampicata sportiva: verso i giochi olimpici di Tokyo 2020 con Adam Ondra

Ognuno di noi, in tenera età, avrà sognato e forse anche provato a salire su qualche parete della propria città. Piccole sfide di agilità che, portate a termine, ci hanno fatto sentire dei campioni. Parliamo di muretti, piccoli speroni rocciosi.

E Adam Ondra? Sarà stato come noi da bambino? Certo che no! Lui sognava di scalare il castello di Brno. Ci sono voluti più di 10 anni ma quel sogno oggi è realtà e ce lo racconta nel suo ultimo episodio, il numero 16, di Road to Tokyo.

Una puntata che, come siamo ormai abituati, inizia con un bel giro turistico della città, con una sosta nel parco della scuola in cui Adam ha studiato per 8 anni, puntando da subito alcuni sassi non distanti dall’ingresso “prima di scoprire che fossero troppo piccoli per il boulder” e davanti l’Università di Economia, in cui si è laureato in Business Management.

Protagonista di questo nuovo episodio è per l’appunto lo Spilberk Castle di Brno, che Ondra si appresta ad attaccare con la sola forza di mani e piedi “per vedere se davvero è stato costruito per non essere conquistato”. Niente armi medievali con sè, ma semplicemente scarpette da arrampicata e corda.

Si parte con la parete Sud, un bel 7a di 10 metri. A seguire la parete Ovest (8b) che non si lascia conquistare al primo colpo. Dopo un paio di tentativi, con estrema tenacia, Adam riuscirà a espugnare il castello, realizzando il suo più grande sogno d’infanzia.

 

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