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Pronta al via la seconda edizione di “Esperienze al rifugio”, il progetto della Sat rivolto ai portatori di disabilità mentale

esperienze al rifugio, sat, cai, disabilità, montagnaterapiaFoto FB @Rifugio G. Segantini Val D’Amola

Per l’estate 2019 la Sat, storica Società degli alpinisti tridentini aderente al Club Alpino Italiano, punta al valore benefico della montagna per le persone affette da disabilità mentale.

È infatti pronta al via la seconda edizione dell’iniziativa“Esperienze al rifugio”, partita come progetto pilota nel 2018, sostenuto dalla Federazione Trentina della Cooperazione, con la finalità di organizzare stage formativo/lavorativi rivolti a persone portatrici di disagio mentale e assistite dalle cooperative.

Lo scorso anno erano stati coinvolti 7 rifugi per lo svolgimento di 8 stage formativi (Rifugio Val d’Amola “G. Segantini”, Mandron “Città di Trento”, Val di Fumo, “N. Pernici” alla Bocca di Trat, Stivo “P. Marchetti”, Alpe Pozza “V. Lancia”, Altissimo “D. Chiesa”).

Quest’anno il numero di strutture aderenti salirà a 13: Val d’Amola “G. Segantini”; Mandron “Città di Trento”; Val di Fumo; “N. Pernici” alla Bocca di Trat; Stivo “P. Marchetti”; Alpe Pozza “V. Lancia”; Altissimo “D. Chiesa”; Peller, Stavel- Denza; il Cevedale – G. Larcher; Casarota; “L. Ciola”; Erterle “Cinquevalli”; Monzoni “T. Taramelli”.

Gli stage formativo/lavorativi, che vedranno la presenza presso ciascun rifugio di un volontario delle cooperative sociali con il compito di interfacciarsi con i gestori per un idoneo inserimento degli stagisti, saranno invece 25, della durata di 4 giorni.

Il progetto 2019 è stato illustrato in un incontro cui sono intervenuti la presidente di Sat Anna Facchini, il direttore della Federazione delle cooperative trentine Alessandro Ceschi, e il responsabile del progetto “Esperienze al Rifugio” Claudio Colpo.

 La Federazione ha accettato con entusiasmo la proposta di SAT e finanziato questo percorso, perché sposa la visione cooperativa di montagna come luogo inclusivo, dove tutte le persone possano trovare benessere e migliorare la propria salute” – ha spiegato in tale occasione Ceschi – “Siamo convinti che questa iniziativa produca un doppio beneficio: alle persone coinvolte, che con l’accompagnamento della propria cooperativa di riferimento potranno intraprendere questi percorsi formativi di riabilitazione terapeutica, o soci educativa e di avvicinamento al lavoro. Ma farà bene anche al sistema turistico trentino in generale, che lancia così un messaggio di apertura e di valorizzazione anche delle persone più fragili”.

La presidente della Sat Anna Facchini ha tenuto a sottolineare che le attività svolte dalla Società in collaborazione con le cooperative sociali siano poco note ma che lo stesso fatto che “la Federazione delle Cooperative abbia creduto in questo nostro impegno tanto da sostenerlo finanziariamente, ci offre la conferma di essere sul sentiero giusto, un percorso luminoso che porterà beneficio non solo ai protagonisti degli stage, ma a tutti coloro che avranno modo di vivere e di testare l’instaurarsi di relazioni positive ed  i progressi, peraltro già visibili dall’esperienza 2018”.

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