Cronaca

11esima vittima sull’Everest, muore alpinista statuinitense

Sale a 11 il tragico bilancio di questa stagione all’Everest. Ieri ha perso la vita sul versante nepalese un alpinista statunitense, Christopher John Kulish, mentre era in discesa dalla vetta in zona Colle Sud. Probabilmente anche per lui mal di montagna.

Quella di ieri era l’ultima finestra di bel tempo prima della chiusura della stagione alpinistica e in pochi avevano deciso di sfruttarla preferendo salire settimana scorsa con le conseguenti code che tutti noi abbiamo visto e commentato.

Di certo non una morte legata all’affollamento e alla conseguente attesa, fattori che sono invece stati messi sotto accusa per gli altri 9 decessi accaduti sulla montagna (uno è stato causato da una caduta). Certo, la mancanza di ossigeno è stata per tutti determinante, ma un’analisi obiettiva non dovrebbe puntare il dito solo sulle lunghe code, ma anche (e forse soprattutto) sulla preparazione fisica e mentale degli scalatori ad affrontare un ambiente che, nonostante le bombole di ossigeno, rimane ostile.

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3 Commenti

  1. Ormai, per l’ossigeno, bisognera’ collocare una tubatura con bocchettoni di rifornimento da campo base fino a cima.Alla base un enorme macchinario concentratore o bombolone rifornite da via vai di elicotteroni da trasporto.

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