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Video-intervista a Tommy Caldwell: arrampicare è una forma di meditazione

Tommy Caldwell a Fontainebleau. Foto Gian Luca GascaTommy Caldwell a Fontainebleau. Foto Gian Luca Gasca

Tommy Caldwell non è certo personaggio che necessita di molte presentazioni. Tommy è l’uomo della “Dawn Wall”: se anni di studio per identificare il miglior percorso, infortuni, mesi passati sulla parete per realizzare quella che è ritenuta la più difficile via d’arrampicata su big wall. Un’incredibile tracciato trasformatosi in realtà nel gennaio 2015, dopo 19 giorni consecutivi di scalata. Quasi un mese di vita sulla parete. Un’avventura raccontata in ogni modo sia in forma scritta che video. Questa è l’anima di Tommy, è il suo progetto più bello e ambizioso, è la sua linea, scalata in libera insieme all’amico Kevin Jorgeson. Una realizzazione incredibile che si aggiunge alla traversata del gruppo del Fitz Roy compiuta, giusto un anno prima, insieme ad Alex Honnold. Lo stesso compagno con cui il 6 giungo scorso si è portato a casa il record di velocità su “The Nose”, realizzando la salita in appena 1h58’7’’.

Noi l’abbiamo incontrato con Patagonia a Fontainebleau, vera e propria mecca per i sassisti in terra francese. Abbiamo avuto occasione di passare una giornata con lui, divertendoci su qualche blocco e, una volta stanchi (noi, non lui), ne abbiamo approfittato per fargli un paio di domande. Ne è nata un’intervista diversa dal solito, dove non si parla molto del personaggio, dove si riflette attorno alle sensazioni che l’arrampicata regala e su quel che trasmette “Free Solo”, il film dell’amico Alex Honnold.

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