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Rifugio del Monte Cornacchia “danneggiato e violentato da chi è nemico della nostra montagna”

Il vandalismo nei bivacchi, di cui abbiamo riportato nelle ultime settimane due casi che speravamo fossero isolati, inizia a presentarsi come una vera piaga, che dalle Alpi agli Appennini, sembra colpire il mondo della montagna.

Una nuova segnalazione è giunta nella giornata di domenica, mentre soddisfatti annunciavamo le avvenute pulizie presso il Bivacco Pelino sulla Majella, dai Monti Dauni, nello specifico dal rifugio Forestale di Monte Cornacchia, il cosiddetto “tetto della Puglia” in virtù dei suoi 1151 metri di quota.

La denuncia ancora una volta arriva dai social grazie alle foto scattate da alcuni escursionisti e inviate al sindaco di Biccari (FG) Gianfilippo Mignogna, impegnato nel mentre presso la Fiera di Milano a promuovere il territorio dauno.

Dalle immagini risultano evidenti i danni apportati agli interni in pietra e la presenza di bottiglie di vino e resti alimentari sul pavimento.

Danneggiato e violentato da chi è nemico della nostra montagna e della nostra Terra” – queste le dure parole con cui il sindaco ha descritto l’atto vandalico sul suo profilo FB – “Certe volte viene davvero da pensare che da noi sia tutto, tremendamente, più difficile”.

Una frase che trasmette ai lettori un forte sconforto, la voglia di gettare quasi la spugna ma “guai a rassegnarsi!” – prosegue poco dopo Mignogna, recuperando la fiducia in quella frazione di appassionati che davvero ama la montagna e lanciando un invito collettivo – “Tocca dare subito un segnale. C’è qualcuno che ci aiuta a sistemarlo?

Abbiamo contattato il Sindaco a 24 ore dalla pubblicazione del suo appello, per cercare di comprendere se simili situazioni, come nel caso del Bivacco Pelino, siano frequenti sul Monte Cornacchia.

In realtà no, si tratta del primo caso di vandalismo cui ci troviamo di fronte. Non abbiamo mai avuto problemi di questo  genere dopo i lavori di sistemazione del Rifugio, condotti nel 2010 con un finanziamento regionale” – ci ha spiegato Mignogna, aggiungendo con soddisfazione – “ma abbiamo già organizzato in tempo record un primo intervento, grazie alla collaborazione della popolazione. Non appena il tempo sarà clemente un gruppo di volontari, con la collaborazione di artigiani e aziende locali, salirà per riparare i danni. Credo non ci sia niente di più bello di una comunità che si riappropria  del bene comune!“.

Un problema culturale di certo, ma fortunatamente legato ad una minoranza non cosciente di tale bene da preservare.

La cosa più assurda  di questo gesto” – prosegue il Sindaco – “è che sia stato perpetrato mentre eravamo a Milano, a Fa’ la cosa giusta, un palcoscenico su cui promuovere il nostro territorio che già  di per sè è stato un grande obiettivo raggiunto da una provincia tra le più povere d’Italia, con un discreto tasso di criminalità, che soffre delle problematiche che affliggono in maniera uniforme tutte le aree interne della Penisola. Insomma una contraddizione, noi lì ad impegnarci nel far conoscere i segreti del nostro territorio, da valorizzare e salvaguardare, a tutto il resto d’Italia e qualcuno sul Monte Cornacchia a fare danni.

Come Sindaci noi cerchiamo nel nostro piccolo di promuovere i boschi, la natura della nostra terra, senza una politica specifica di riferimento. Basti considerare  che siamo “valutati” sulla base del  numero di abitanti, non certo quello degli alberi! Ma se la politica forse fa fatica a mettere a fuoco l‘importanza dell’ambiente, sarebbe bello che almeno gli abitanti di queste terre ne prendessero coscienza. Per fortuna si è trattato di un caso isolato, almeno ce lo auguriamo“.

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