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Il Pumori restituisce i corpi di due alpinisti islandesi dispersi dal 1988

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Monte Pumori. Foto FB Trekking Trail Nepal

I corpi di due alpinisti islandesi morti nel corso di una spedizione in Nepal sul monte Pumori (7.161 m) nell’ottobre del 1988 sono stati ritrovati da un alpinista americano. All’epoca Kristinn Rúnarsson e Þorsteinn Guðjónsson avevano solo 27 anni.

Il riconoscimento è stato consentito dalla presenza dei loro documenti ancora ben conservati.

Si tratta di una notizia buona ma anche difficile da accettare” – afferma Anna Lára Friðriksdóttir, un’amica delle vittime, sottolineando l’importanza per le famiglie di avere un luogo di sepoltura in cui andare a trovare i propri cari. “È come quando perdi qualcuno in mare, finora abbiamo avuto solo un memoriale per ricordarli. Ora è possibile chiudere il caso e questo è decisamente positivo per i parenti”.

Kristinn e Þorsteinn erano partiti da Londra il 17 settembre 1988, accompagnati dall’islandese Jón Geirsson e dallo scozzese Stephen Aistrope. Tra il 2 e il 3 ottobre il gruppo aveva montato il campo base sul monte Pumori ad un’altezza di circa 5.000 metri. Il 15 Jón abbandonò la spedizione a causa di un ascesso polmonare. Il 17 Kristinn e Þorsteinn iniziarono l’ascesa. Steve rimase al campo base per una gastroenterite. Il 18 li vide per l’ultima volta con il binocolo ad un’altezza tra i 6.600 e I 6-700 metri. Poi i due scomparvero.

In una recente intervista Jón ha ricordato i due ragazzi come ottimi compagni d’avventura, “erano originali e volevano necessariamente indossare i tradizionali maglioni islandesi”.

I report ufficiali del 1988 ipotizzano che la morte dei due sia sopraggiunta durante la salita. Jón si dice convinto della possibilità che invece abbiano raggiunto la vetta e che stessero tornando al CB, supportato dalla testimonianza di un alpinista australiano che disse di aver visto due persone non lontane dalla vetta.

Il Pumori deve ancora però restituire il corpo di altro compatriota, Ari Gunnarsson, unico islandese ad aver raggiunto la vetta del Pumori e morto durante la discesa nel 1991. Il suo corpo è ancora nascosto tra le nevi dell’Himalaya.

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