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Carlos Soria ci prova di nuovo: tornerà al Dhaulagiri a settembre

Carlos Soria, Dhaulagiri, alpinismo, ottomila© Carlos Soria Fontan

Carlos Soria ha annunciato che tornerà al Dhaulagiri il prossimo 5 settembre. Dopo quello del 2017 e quello dello scorso maggio, per lo spagnolo si tratterà del terzo tentativo di conquistare l’ottomila himalayano, il penultimo mancante al suo palmares insieme allo Shisha Pangma per completare la collezione degli Ottomila. La notizia non stupirà i più, vista la determinazione dimostrata dall’alpinista ormai settantanovenne. Stiamo parlando dello scalatore più anziano ad aver raggiunto la vetta del K2, del Broad Peak, del Makalu, del Manaslu, del Lhotse, del Kanchenjunga e dell’Annapurna.

Il tentativo dello scorso anno è stato compromesso da condizioni meteorologiche sfavorevoli e da un canale sbagliato imboccato non troppo lontano dalla vetta. Anche questa primavera il meteo non è stato propizio, e Soria si è visto costretto ad abbandonare il tentativo di salita intorno a C3 a causa dei forti venti. Niente sembra però poter impedire all’alpinista di continuare a provare a realizzare il suo obiettivo.

Anche in questo nuovo tentativo lo spagnolo sarà accompagnato dal fotografo, alpinista e amico Luis Miguel López Soriano, mentre non farà parte del team per motivi di budget Sito Carcavilla, presente a maggio. Nonostante le abilità dimostrate in decenni di carriera alpinistica e la prossimità del traguardo dei “14 Ochomiles“, Soria non ha uno sponsor che finanzi la spedizione. Carlos sarà costretto a sostenere personalmente l’onere economico del tentativo, ma nemmeno questo sembra in grado di dissuaderlo. In un’intervista rilasciata a Desnivel, l’alpinista ammette di sentirsi un po’ in colpa per i risparmi, suoi e della famiglia, che dovrà investire nell’impresa. Il fattore denaro lo costringerà ad andare alla montagna con meno mezzi e ad assumere meno portatori e guide. Nonostante questo, parla già di portare finalmente a casa la vetta del Dhaulagiri e di conquistare lo Shisha Pangma in primavera, il suo ultimo ottomila.

L’attrazione verso il Dhaulagiri è forte per Soria e non solo perchè continua a resistergli. “Meraviglioso – lha definito durante l’intervista – ma al momento non mi lascia salireAltre montagne, forse più complicate, le ho fatte in meno tempo. Il Makalu, la montagna più alta che abbia mai fatto senza ossigeno, l’ho fatto al primo tentativo. Tutto è andato molto bene. Le alte montagne sono così: ti giochi tutto l’ultimo giorno perché può cambiare il tempo“. Per lo spagnolo infatti il momento decisivo di una salita è l’ultimo tratto, specialmente per montagne come il colosso nepalese, dove il campo più alto è ancora molto distante dalla vetta.

Come abbiamo detto, la spedizione partirà il 5 settembre, raggiungendo Kathmandu il 6 e il CB della montagna verso l’11 o il 12. Per prepararsi a questo nuovo tentativo nelle scorse settimane Soria si è allenato all’High Performance Center, in Sierra Nevada. Qui ha focalizzato i suoi sforzi sul rafforzamento delle gambe, praticando soprattutto molto ciclismo, nella speranza che il suo ginocchio dolorante non gli dia troppi problemi durante la scalata. La scelta delle tempistiche non sembra spaventarlo, ciò che conta secondo lui è la condizione della montagna: “In autunno può essere come in primavera: tutto diventa fantastico o fatale. In alta montagna non esiste uno standard sicuro. Devi andare e vedere cosa c’è“.

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1 Comment

  1. Mi spiace che un personaggio così simpatico non trovi sponsor. Certa gente ne ha a dozzine, altri, seppur bravi e meritevoli, fanno fatica a trovarne uno…

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