Alpinismo

Latok I: elicotteri in volo domenica, ma condizioni ancora proibitive. Oggi si continuerà a provare

Gli elicotteri dell’Askari sono volati ieri al Latok I, dove il russo Alexander Gukov è ancora bloccato a quota 6.200 metri dopo la fatale caduta del compagno di cordata Sergej Glazunov. Dopo un risveglio scoraggiante fatto di nuvole basse e neve fresca, nella tarda mattinata di ieri è parzialmente arrivata la schiarita annunciata nei giorni scorsi e gli elicotteri hanno potuto avvicinarsi da Skardu.

Nel primo pomeriggio i velivoli si sono avvicinati più volte alla parete, ma le condizioni meteo non erano ancora sufficientemente buone per tentare il recupero in long line. Le nuvole, che avrebbero dovuto diradarsi, sono invece salite di quota, causando grossi problemi di visibilità ai piloti. Giunti fino a poco più di 6.000 metri, i soccorritori si sono ritrovati più volte in situazioni di whiteout. Le previsioni per oggi danno condizioni migliori di quelle affrontate ieri e gli elicotteri torneranno a provare in giornata. Fondamentale sarebbe per lo meno riuscire a far arrivare a Gukov delle provviste, un telefono satellitare dato che il suo è scarico e gas.

Nel frattempo Aleš Česen, arrivato al CB del Latok, ha potuto valutare le condizioni della montagna e ha confermato che l’unica modalità di recupero possibile è quella in long line con l’elicottero. Operazione complicatissima considerando la parete ripida del Latok e l’inesperienza dei piloti pakistani a effettuare soccorsi in quota di questo tipo. Per tale motivo inizialmente era stato contattato Maurizio Folini, che però è in questi giorni in Italia; ieri mountain.ru ha informato che il pilota russo di grande esperienza Arseni Boldyrev e l’alpinista Denis Provalov sono in partenza per Islamabad con lo scopo di collaborare con l’Askari.

Dato l’arrivo al campo base del Latok di altri alpinisti, tra cui alcuni dei migliori himalaysti , Hervé Barmasse David Göttler, che da subito si sono detti disponibili per aiutare i soccorsi, rimarranno al CB dei Gasherbrum. Lo stesso Barmasse scrive su Facebook: “L’attesa è snervante. Difficile. E anche se ora sappiamo per certo, e aggiungerei giustamente, che i militari si affideranno agli alpinisti al campo base del Latok e non più a noi per un’aiuto, i nostri pensieri e le nostre preghiere sono per te Gukov. Tieni duro!“. 

 

Tags

Articoli correlati

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close