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Outdoor Festival 2018 – Sul Breithorn o sul Castore insieme alle guide alpine

Partecipando al Campo Base organizzato da Montagna.tv (per iscriversi, QUI), oltre alla magnifica esperienza della notte in tenda a quota 3.480 metri e alla serata condotta da Agostino Da Polenza (dedicata alla conquista del Gasherbrum IV, la Montagna di Luce del Karakorum, avvenuta il 6 agosto del 1958 ad opera della cordata Bonatti-Mauri) ci sarà anche la possibilità di salire uno dei 4.000 Valdostani. Accompagnati, naturalmente, dalle Guide Alpine del Cervino. A capo di una delle tante cordate che saliranno in vetta ci sarà Lucio Trucco, guida alpina nonché ex presidente della prestigiosa associazione che nasce e si sviluppa all’ombra della Gran Becca.

Direttamente da lui, durante una bella chiacchierata, ci siamo fatti spiegare le modalità dell’ascesa.

A seconda dell’esperienza alpinistica dei partecipanti, del meteo e delle condizioni, decideremo se salire in vetta al Breithorn oppure al Castore – spiega Trucco. – Le cordate saranno da 4 o 5 persone, condotte da una guida alpina. Il Breithorn (4.165 metri) è una montagna piuttosto semplice, indicata per chi si approccia all’alpinismo in quota, ideale se il gruppo è composto da neofiti. Non è tuttavia da sottovalutare in quanto, nonostante non presenti tratti tecnicamente impegnativi, si tratta comunque di un 4.000 e quindi è necessario mettere in conto tutte le difficoltà che il camminare a tale quota può comportare. La gita al Breithorn dura dalle tre ore e mezza alle quattro (andata/ritorno dal campo base). Con un gruppo di persone più esperte invece, e condizioni permettendo, si potrebbe invece optare per il Castore (4.228 m), che si trova lungo lo spartiacque che dal Breithorn conduce verso la Punta Dufour. Più impegnativo, l’ascesa verrà fatta dalla parete ovest, la stessa che percorrono gli atleti del mitico trofeo Mezzalama. Questa gita, essendo più lunga e impegnativa, richiede cinque o sei ore (andata/ritorno dal campo base)”.

 

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Un commento

  1. A questo Castore avrei fatto un pensiero. Il B.Occ. l’ho fatto. A 13 anni ero arrivato al Q. Sella, con scarpe normali. Da Corbet a/r in 1g Se un ragazzo che non saliva, mi avesse prestato gli scarponi, sarei andato su. Oltre i 60, con due amici, siamo arrivati oltre il Felik, in cima alla rampa. Vento, che la corda era tesa in aria. Mancava la crestina, ma uno ha voluto scendere. Altra rinuncia. Adesso: la Ovest? Preferivo l’altra.

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