Alpinismo

Pasaban in partenza per essere la prima

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BARCELLONA, Spagna — "Voglio salire lo Shisha Pangma entro il 15 aprile e subito dopo tentare l’Annapurna. Farà molto freddo, ma è l’unica chance per salirli entrambi. E voglio giocarmela bene". Ci crede, Edurne Pasaban. Può ancora essere lei la prima donna al mondo a salire i 14 ottomila, e può battere sul tempo la coreana Oh Eun Sun, alla quale manca solo una cima per fare l’en plein. Lo ha dichiarato nei giorni scorsi alla stampa, annunciando la partenza per l’Himalaya tra poco più di un mese.

"Il progetto è molto chiaro – ha detto l’alpinista basca -. Prima andiamo allo Shisha Pangma, che dovremo salire entro il 15 aprile. Comunque vada, per quella data ci trasferiremo all’Annapurna, perchè è una montagna che va salita in primavera".

La partenza per il Nepal è fissata per il 2 marzo. Con lei ci saranno i compagni con cui ormai fa gruppo fisso da alcune spedizioni: Ferrán Latorre, Asier Izagirre e Alex Chicon.

"Il governo del Tibet ci ha avvertito che è troppo presto per tentare la salita – racconta la Pasaban – e che sarà molto freddo. Ma questa è la migliore opzione per riuscire a salire entrambe le cime in così poco tempo. Inoltre, ci consentirà di arrivare all’Annapurna già acclimatati e quindi di poter tentare subito la salita".

La Pasaban è al suo quinto tentativo allo Shisha Pangma, dopo quattro fallimenti di cui l’ultimo lo scorso autunno dalla parete Sud. L’intenzione è quella di salire l’ottomila tibetano dalla via normale sul versante nord, seguendo la variante di Inaki Ochoa nella parte alta per evitare di affrontare l’instabile traverso che porta dalla cima centrale a quella principale e che spesso si trova in condizioni così precarie da impedire agli alpinisti, ormai giunti a 8.013 metri, di arrivare sulla vera vetta della montagna.

Dopo lo Shisha, sarà la volta del "pericoloso" Annapurna, l’unico ottomila che manca anche alla coreana Miss Oh. Se ai baschi dovesse andare tutto liscio sullo Shisha, dunque, si prospetta una sfida all’ultimo "rampone" sulla cima nepalese che, pur arrivando solo a 8.091 metri d’altezza, è la più temuta dagli alpinisti a causa dei pericoli che nascondono le sue pendici, facili alle valanghe e alle scariche di ghiaccio.

Sara Sottocornola


 

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