Alpinismo

Sesso in cima all'Everest. Ma per gli sherpa è un insulto

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KATHMANDU, Nepal — Sesso da record in cima all’Everest. Ma lui ci rimette il testicolo per un congelamento. E’ al limite del ridicolo la storia che da qualche giorno rimbalza tra diversi organi di stampa. Vera oppure no? Certo è che i due protagonisti, lui austriaco e lei neozelandese, hanno avuto poco rispetto e rischiato grosso. Secondo la cultura sherpa, avere rapporti oltre il campo base è un insulto alla montagna, che potrebbe punire i malcapitati con bufere e incidenti. Come accadde nel disastro del 1996. Ecco la storia.

I due alpinisti sono l’austriaco Rumen Obermoser e la neozelandese Kathy Fawdray che lo scorso 29 settembre avrebbero avuto un rapporto di 3 minuti sulla montagna più alta del mondo.

La coppia di presunti recordman ha scelto l’autunno per la sua performance, stagione durante la quale ben poche anime girano sulla montagna, e pochi occhi indiscreti avrebbero potuto assistere alla scena. In effetti, pare non ci sia alcun testimone del "fattaccio", che sarebbe accaduto – secondo quanto riferisce "Altrimondi" della Gazzetta dello Sport – lo scorso 29 settembre.

L’impresa pare essere stata pianificata nei minimi particolari: lei avrebbe applicato un’apposita zip nella parte posteriore della sua tuta d’alta quota.  Del rapporto sono disponibili anche i dettagli: pare sia durato circa tre minuti nella posizione “more bestiarum”, in altre parole quella degli animali.

Peccato che per lui ci sia stato poco da fare per proteggersi dal freddo: le parti basse, scoperte a 8.848 metri di quota, avrebbe subito un grave congelamento con conseguente necrosi del testicolo. Per questo motivo – riferisce sempre Altrimondi – gli sarebbe stata amputata la gonade destra all’ospedale Prince Arthur di Kathmandu.

Sarà forse questo il motivo per cui il "tombeur de femmes" più alto del mondo ha esitato ben tre mesi prima di raccontare ai giornali la sua impresa senza pari? O si tratta piuttosto di una bufala messa in giro da qualche buontempone? Molto più probabile la seconda, calcolando che da anni nessuno riesce a salire l’Everest nel corso dell’autunno e che qualsiasi ricerca con i nomi dei due protagonisti non fornisce alcun risultato (record a parte).

In ogni caso, ammesso e non concesso che la storia sia vera, c’è poco da andarne fieri. Almeno secondo la cultura sherpa, che considera ogni atto sessuale al di sopra del campo base un affronto alla divinità dell’Everest, "Chomolongma", la dea madre della terra. Un affronto che viene punito con bufere, incidenti, mancati ritorni alla base.

Abbiamo chiesto di più a Chhimi Sherpa, tecnico del Laboratorio Piramide dell’Everest. "Chomologma la nostra dea madre – spiega Chhimi -. L’Everest è una montagna sacra che prima di salire bisogna onorare con una cerimonia, la Puja. Bisogna avere il massimo rispetto durante la scalata. Di sicuro fare sesso di fronte alla propria madre è male. E’ come farle un insulto".

Insomma, l’Everest è un luogo sacro, un po’ come le nostre chiese. Eppure, il rispetto spesso manca. "Tutti gli alpinisti conoscono queste credenze – prosegue lo sherpa -. Vengono spiegate chiaramente durante la cerimonia della puja. Ma molti lo fanno ugualmente. Per noi è una cosa inaccettabile, tanto che gli sherpa possono decidere di andarsene dalla spedizione se vengono a sapere che qualcuno dei membri lo ha fatto ai campi alti. La montagna potrebbe decidere di non lasciarli tornare indietro, anche gli sherpa".

Pochi lo sanno, ma gli sherpa credono che la tragedia del 11 maggio 1996, durante la quale 9 alpinisti morirono nel tentativo di salita all’Everest per un’improvvisa tempesta, sia stata causata proprio dall’elevato numero di rapporti sessuali avuti nei giorni precedenti sulla montagna. "E’ vero – conferma Chhimi – quell’anno molte persone ebbero rapporti sopra il campo base. Quella tempesta non è stata casuale. Era la punizione. E’ peccato usare il corpo in quel modo".

"Molti miei amici hanno avuto relazioni con le loro clienti straniere – conclude Chhimi -, ma non sono mai stati con loro oltre il campo base. Al campo base non è un problema, lì si sta tutti insieme, ci si ferma per riposare. Ma mentre scali no. Nessuno sherpa oserebbe fare sesso ai campi alti. Lassù bisogna portare rispetto. Per esempio è vietato anche sputare. Perchè è un luogo sacro e pulito, è dove vive la dea Chomolungma. Non si può sporcare la sua casa, potrebbe arrabbiarsi. Se accade un incidente lassù, noi pensiamo sempre che la persona coinvolta probabilmente l’ha insultata in qualche modo".

Quindi attenzione, cari inventori di "strani record" da Tetto del Mondo.

Sara Sottocornola

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Un commento

  1. sicuramente lei sarà venuta in 3 minuti… era consapevole di essere stata una utile assistente? sempre che non si voglia parlare di bidone dell’ immondizia. più che grandi atleti scalatori mi sembrano persone represse, che hanno bisogno di allontanarsi dalla cultura occidentale senza perà comprendere e arrivare mai all’ altezza di culture distanti dalle loro facoltà mentali. Più che ovvio che agli sherpa facciano ribrezzo. E’ anche più che probabile che a bassa quota devono avere seri problemi sessuali. Del resto tempo fa ascolutai un’ intervista in cui un noto scalatore (che non nomino) raccontava in toni goliardici la consumazione di un rapporto in alta quota. Evidentemente devono esistere donne a cui questi personaggi possono interessare, più che altro per un paio di minuti. Comunque in tre minuti mi capitava a 15 anni: dovrebbe essere un racconto di successo ? Poi non stupiamoci se gli sherpa hanno (sotto sotto) una considerazione non troppo alta degli occidentali che vogliono fare i fighi in casa altrui, con telefonini, selfie, sherpa che gli portano la carta igienica, sherpa che li scortano etc etc

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