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L'uragano di neve travolge l'Europa

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BERLINO, Germania — L’Europa sta subendo pesantemente l’attacco del gelo. Dalla Germania all’Inghilterra, dalla Polonia ai Paesi Bassi, neve e freddo stanno mettendo in ginocchio interi paesi. Sistemi dei trasporti in grave difficoltà, vittime e problemi a catena. E l’emergenza è ben di là da finire.  

Molto grave la situazione in Germania. La Repubblica federale è stata investita da Daisy, un autentico uragano di neve che ha letteralmente sepolto il paese. Decine di cittadine e villaggi sono isolati. Sulle grandi città imperversa una bufera mai vista.Gli aeroporto sono chiusi ovunque. La radio lancia da giorni appelli a fare scorta di cibo, acqua e anche candele o illuminazione elettrica a batteria in caso di mancanza di corrente.
 
Drammatica l’esperienza vissuta da 220 automobilisti. Con famiglie e bimbi a bordo sono rimasti bloccati sull’autostrada A20 che porta in Polonia. Il vento ha spinto grandi masse di neve sulla carreggiata, bloccando il traffico. Per lunghe ore nella notte la gente terrorizzata ha dovuto attendere i soccorritori, arrivati appena in tempo mentre la neve stava coprendo le auto fin quasi sopra i finestrini.
 
Fehmarn, Ruegen e altre isole del Baltico sono bloccate. Lubecca, Flensburg, altre città della costa sono messe in pericolo dalle mareggiate, che premono sulle dighe. I fiummi in piena pressano gli arigini improvvisati di sacchi di sabbia, posizionati in gran fretta dalla Protezione civile.
 
A Berlino la neve ha raggiunto i 27 centimetri. A Lipsia si è arrivati a 30. Con conseguenze drammatiche sul traffico veicolare. Nel Nordreno-Westfalia si contano oltre 1100 incidenti stradali.Raffica di cancellazioni nei voli. All’aeroporto di Francoforte, il maggiore del paese e il terzo in Europa, sabato sono stati sabato sono stati 300 i voli cancellati. Domenica, ad attività ridotta, almeno una sessantina.
 
Se la Germania piange, la Gran Bretagna non ride. Ventotto i morti in incidenti stradali dovuti al maltempo sull’Isola. Strade ghiacciate ovunque, temperature in picchiata, forte vento, aeroporti in tilt così come le comunicazioni terrestri. Pesante il bilancio anche per la linea ferroviaria che passando dal tunnel della Manica punta da Londra verso Parigi, Amsterdam e Bruxelles: un terzo dei treni non è garantito.
 
In Polonia, a Katowice, cadute di corrente hanno lasciato al buio 80mila famiglie. In Francia, la situazione negli aeroporti va normalizzandosi solo lentamente, dopo pesanti ritardi. In Olanda le ferrovie offrono biglietti ridotti del 40 per cento per aiutare la gente che a causa delle bufere non può usare l’auto privata.
 
Il problema è che le previsioni sono tutt’altro che positive. Su tutta l’Europa centrale e settentrionale, l’emergenza continuerà nei prossimi giorni con nevicate e basse temperature.   
 
WP

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