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Valanghe, l'ira di Bertolaso: basta morti per qualche sprovveduto

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BOLZANO — Il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso è sbottato: "Sono stufo che i nostri soccorritori perdano la vita perché le persone vanno a fare escursioni in modo sprovveduto e senza tenere conto degli allarmi".

Ci sono rabbia e cordoglio nelle parole del numero uno della Protezione civile. Rabbia per le morti che si potevano evitare, cordoglio per i quattro tecnici del Soccorso Alpino che ieri sono morti sotto una valanga in Trentino nel tentativo di recuperare due turisti finiti a loro volta sotto una slavina.

Bertolaso (nella foto), visibilmente scosso e dispiaciuto ha ripetuto: "Basta morire per gli errori di altri". Il bilancio della vicenda è decisamente pesante. Sei morti solo in Alta Valle di Fassa, che il numero uno attribuisce all’incoscienza dei due turisti friulani che si erano avventurati con le racchette da neve in una zona molto rischiosa.

Per soccorrerli si era mossa una squadra del Soccorso alpino di Trento, composta da sette persone tra guide e istruttori. Il team era giunto al rifugio Forcella. Poi facendosi luce con le lampade frontali, ha cominciato a scandagliare la zona dove risultavano dispersi i due. Ma alle 18 una nuova valanga li ha travolti. Si è staccato un grande costone di neve. Uno solo di loro è riuscito a liberarsi e a dare l’allarme. Altri quattro sono rimasti sepolti. Fatalmente.

WP 

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