Turismo

Bolzano, gli effetti del clima sul turismo

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BOLZANO — I cambiamenti climatici rappresentano ormai una sfida concreta al settore del turismo, non solo nelle Alpi, ma anche in altre aree del mondo, dall’India, all’Africa e ai Caraibi. E’ quanto è emerso nei giorni scorsi a Bolzano, alla conferenza del progetto “ClimAlpTour” a cui hanno partecipato numerosi esperti provenienti da tutti i Paesi dell’Arco alpino.

Il progetto “ClimAlpTour” è in atto dal 2007, e ha lo scopo di conoscere gli effetti ambientali, economici e sociali del cambiamento climatico sul turismo nelle Alpi per prevedere strategie appropriate ad assicurare uno sviluppo equilibrato del turismo alpino. Si prefigge di studiare e attuare politiche d’adattamento appropriate a livello nazionale, regionale e locale.

Tra il 20 e il 21 novembre gli esperti provenienti da tutti i Paesi dell’Arco alpino si sono riuniti presso la sede dell’Accademia Europea di Bolzano (Eurac) per fare il punto della situazione. Quello che è emerso dal convegno "Facing Climate Change and the Global Economic Crises: Challenges for the Future of Tourism" (Far fronte alle crisi dei cambiamenti climatici e dell’economia globale: sfide per il futuro del turismo) è appunto l’importanza di affrontare come una sfida i cambiamenti nel settore del turismo alpino causati dalle nuove condizioni ambientali.

"Nonostante le informazioni spesso contraddittorie che diverse fonti producono sui cambiamenti climatici – ha affermato Harald Pechlaner direttore dell’istituto per lo Sviluppo Regionale ed il Management del Territorio dell’Eurac -, si può ragionevolmente sostenere che questi avranno un effetto sulle Alpi nei prossimi 50 anni. Innovazione e ulteriore ricerca sono le due parole chiave. E’ solo tramite ulteriori ricerche, sempre di più interdisciplinare e a livello regionale e locale, in modo da poter sensibilizzare e raggiungere gli operatori turistici locali, che è possibile infatti prevedere con maggiore certezza gli effetti non solo ambientali, ma anche economici dei cambiamenti climatici".

Alla luce dei primi risultati, è stato quindi deciso di estendere la ricerca alle alte quote, selezionando alcune località pilota. I dati saranno poi confrontati con gli altri Paesi entro il 2011, anno di scadenza del progetto.

Valentina d’Angella

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