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Legambiente: in montagna si vive meglio

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BERGAMO — Nelle città di montagna si vive meglio che nel resto del Belpaese. Lo dice il 16esimo rapporto di "Ecosistema urbano", l’indagine annuale condotta da Legambiente e Ambiente Italia, che stila la classifica dei centri urbani più ecosostenibili della Penisola. Primo posto per Verbania, che strappa per un soffio il primato a Belluno. Terza Parma e poi Bolzano, Siena e Trento.

L’indagine di Legambiente e Ambiente Italia, resa nota lunedì in un convegno a Roma, stabilisce il livello di ecosostenibilità dei 103 Comuni capoluoghi della penisola italiana da ormai 16 anni. Secondo diversi indicatori viene totalizzato un punteggio complessivo che è indice dell’attenzione del centro urbano verso le forme di sviluppo più sostenibili dal punto di vista ambientale.

In particolare, le macrocategorie prese a parametro sono i livelli di polveri sottili, la dispersione della rete idrica, la capacità di depurazione acque fognarie e la raccolta differenziata dei rifiuti. Poi ancora il tasso di motorizzazione auto, il numero di isole pedonali e di piste ciclabili e la quantità di verde urbano fruibile.

La città in cui si vive meglio ad oggi è Verbania, che strappa il primo posto a Belluno per un soffio: 69,75 punti su 100 per il capoluogo piemontese contro i 69,57 della cittadina dolomitica. Un secondo posto che comunque conferma la qualità della vita della provincia veneta, detentrice del primato negli ultimi due anni.

Terzo posto per Parma, la città emiliana ai piedi dell’Appennino da sempre tra i primi posti in classifica, a cui seguono Bolzano, Siena e Trento, a pari merito con Savona, La Spezia, Bologna, Gorizia. In sostanza l’indagine premia le città di montagna, anche se non tutte spiccano tra i primi posti.

Buono il piazzamento di Aosta, che arriva al 15esimo posto, discreto quello di Lecco, Biella, Udine e Pordenone, rispettivamente 30esima, 31esima, 33esima e 37esima. Meno bene Bergamo al 41esimo posto in classifica, mentre decisamente peggiore la situazione di Sondrio, solo al 73esimo posto.

Da rilevare poi che tra le prime 10 città, 9 centri sono collocati a centro-nord, mentre il meridione peggiora, con Catania fanalino di coda. Si allarga quindi la forbice tra nord e sud anche se in generale rispetto all’anno scorso non si rilevano significativi progressi.

Valentina d’Angella

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