Alpinismo

Shisha, 14 ottomila per Andrew Lock

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KATHMANDU, Nepal — Andrew Lock è il primo australiano ad entrare nell’Olimpo di coloro che hanno salito tutti i 14 ottomila della Terra, che al momento conta 18 persone. E’ arrivato tre giorni fa sulla vetta "vera" dello Shisha Pangma percorrendo la via di Inaki Ochoa con diverse difficoltà. Ce lo racconta l’alpinista lecchese Mario Panzeri, che si trova al campo base della montagna pronto a sferrare un nuovo tentativo di cima.

Lock, 47 anni, ha raccontato che lo Shisha è stata una delle montagne più dure che ha affrontato. "L’ultimo tratto è una cresta affilata come un coltello – ha detto Lock -. Dovevamo camminare in punta di piedi su enormi cornici pericolanti e ad ogni passo partiva una piccola valanga. In più era tardi. Salendo la neve era molta più di quanto ci aspettassimo e ci abbiamo messo molte ore, è stata una corsa contro il tempo".

Non è finita. In cima, il freddo era tremendo e il vento molto forte. Ma scendendo, la situazione è anche peggiorata: a 7.600 metri una bufera ha investito i due alpinisti facendogli perdere l’orientamento. Erano esausti, disidratati, ma non avevano attrezzatura per bivaccare.

"Lock e Niel sono rientrati al campo 3 all’1.30 di notte – racconta Panzeri, che si trova al campo base della montagna -. Dopo essere arrivati in cima alle 17,30 di venerdì. Sono saliti dalla via aperta qualche anno fa da Inaki Ochoa".

Panzeri, la settimana scorsa, aveva tentato di raggiungere la cima "vera" dello Shisha (8.027 metri) dalla via normale, ma aveva dovuto fare dietrofront sulla cima middle (8.008 metri) perchè la cresta che congiunge le due sommità si è rivelata impraticabile. L’alpinista è però rimasto al campo base per tentare di nuovo la salita, insieme all’americano Nick Rice, stavolta dalla via Ochoa.

"Partiremo domattina per campo 2 – racconta Panzeri -. Poi vedremo il da farsi in base al tempo. C’è molta neve e prevedono forti precipitazioni tra il 7 e l’8 ottobre. Purtroppo il meteo non è molto buono ma la possibilità che schiarisca c’è. Noi ci proviamo. Speriamo in un miracolo".
 

Sara Sottocornola

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