Cronaca

Escursionista ucciso da un fulmine

 

BRIGA ALTA, Cuneo — Un ingegnere di 29 anni toscano è morto sabato scorso folgorato da un fulmine. L’uomo stava scalando Cima Pian Ballaur, una montagna delle Alpi liguri alta 2604 metri, nel massiccio del Marguareis, quando, intorno alle 13 la scarica elettrica l’ha colpito uccidendolo sul colpo. Altre 7 persone sono rimaste ferite, ma non gravemente.

La vittima è Alessandro Cortopassi, ingegnere di 29 anni, istruttore del corso di escursionismo avanzato del Cai di Lucca ed esperto di montagna. Aveva organizzato la gita sulle Alpi liguri con una quarantina di persone, 41 per l’esattezza, divisi in due gruppi. Il viaggio avrebbe dovuto svolgersi la prossima settimana, ma per impegni di lavoro era stato anticipato. E così sabato scorso la comitiva toscana si trovava sulle montagne sopra Briga Alta, al confine tra la provincia di Cuneo, Imperia e la Francia.
 
Stavano scalando Cima Pian Ballaur, una vetta di oltre 2.600 metri. Non si conosce esattamente la quota a cui si trovavano, ma è probabile che fossero intorno ai 1.800 metri. Intorno alle 13 è scoppiato un temporale. Un fulmine è caduto nel punto in cui si trovavano gli escursionisti, e ha ucciso Cortopassi, probabilmente colpendolo direttamente.
 
Si può essere infatti colpiti da fulminazione diretta (quando, cioè, si è il principale bersaglio del fulmine) oppure da fulminazione indiretta, cioè dalla corrente che si disperde nel terreno circostante al punto d’impatto del fulmine o che rimbalza dal bersaglio. Mentre la fulminazione diretta porta in genere alla morte del soggetto, i danni da fulminazione indiretta possono essere più o meno gravi.
 
E’ quello che è successo ad altri 7 escursionisti del gruppo che sono rimasti feriti, pare, senza serie conseguenze. Due sono stati portati all’ospedale di Cuneo per contusioni ritenute non gravi, altri cinque si trovano invece all’ospedale di Mondovì.
 
Il resto della comitiva è poi stato tratto in salvo dagli elicotteri del 118 di Cuneo e Torino che li hanno trasportati ai vicini rifugi Garelli e Mondovì. Ieri poi hanno tutti fatto ritorno a Lucca, mentre il corpo della vittima veniva ricomposto al cimitero di Garessio.
 
E’ bene ricordare che se si viene sorpresi da un temporale in montagna conviene allontanarsi dai luoghi esposti, come le vette o le creste, scendere di quota e cercare un buon rifugio (case, rifugi, bivacchi, fienili, cappelle). Inoltre se si è in gruppo è sempre meglio cercare di disperdersi e, se possibile, non stare in piedi, mentre si aspetta che il temporale sfoghi un po’.
 
La prima buona norma comunque rimane sempre la prevenzione. Fondamentale è infatti informarsi sulle previsioni meteo e scegliere gli orari più sicuri per la propria escursione.
 
 
Valentina d’Angella
 
 
Foto archivio
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