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Samina Baig, in vetta con la prima spedizione invernale femminile pakistana

Samina Baig, prima donna pakistana ad aver raggiunto la vetta dell’Everest (impresa compiuta a soli 21 anni), ha guidato e portato in vetta una spedizione invernale tutta al femminile di alpiniste sue connazionali, con loro anche due donne occidentali. Il progetto è stato realizzato con l’organizzazione noprofit “Pakistan Youth Outreach” presieduta dalla stessa alpinista.  

La vetta prescelta inizialmente era quella del Mingligh Sar, un 6000m nella regione Shimshal Pamir. A causa però di alcuni problemi logistici l’obiettivo è divenuto una montagna inviolata e senza nome nella zona del Boisom pass, nella Shimshal valley, in Gilgit-Baltistan.

Lo scopo di questa spedizione, che come slogan aveva “woman empowerment – stronger together”, era quello di mettere in luce i temi della parità di genere e dell’emancipazione femminile. Un’impresa voluta per combattere gli stereotipi e poter affermare che l’alpinismo non è solo per uomini, ma può essere anche una carriera femminile.

Alla spedizione hanno partecipato quattro alpiniste pakistane, ma anche una statunitense, l’altra norvegese. Il desiderio era di trasmettere anche un messaggio di pace tra i popoli, che attraverso lo sport e la montagna, possono unirsi.

Una spedizione invernale unica nel suo genere in Pakistan, che ha dimostrato come il futuro per l’alpinismo femminile pakistano sia brillante.

Altri progetti della Pakistan Youth Outreach sono in cantiere: questa estate è programmata un’altra spedizione femminile al Passu peak, 7478m. Nel 2018 dovrebbe esserci invece il ritorno di Samina, con altre alpiniste pakistane, all’Everest.

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