Cronaca

Torna “AlTre Storie sotto le Cime”: 7 serate con i protagonisti dell’alpinismo internazionale

Dal 17 luglio al 28 agosto torna ad Auronzo di Cadore la quarta edizione di "AlTre Storie sotto le Cime". Sul palco alcuni dei più grandi protagonisti dell'alpinismo e della cultura di montagna: da Silvo Karo a Catherine Destivelle, passando per Nives Meroi, Roman Benet, Hans Kammerlander, Manolo, Marco Furlani e Matteo Righetto.

Dal 17 luglio al 28 agosto Auronzo di Cadore torna a essere uno dei punti di riferimento dell’estate alpina con la quarta edizione di “AlTre Storie sotto le Cime”, la rassegna di cultura alpinistica ideata da Nicola Bombassei e Luca Calvi. Un appuntamento che, anno dopo anno, si è affermato come uno degli incontri dedicati alla montagna più autorevoli dell’arco alpino, grazie a un programma capace di riunire alcune delle figure più importanti dell’alpinismo, dell’arrampicata e della cultura delle terre alte.

Anche l’edizione 2026 propone un calendario ricco di incontri che attraversano tutte le sfaccettature del mondo verticale: dalle grandi esplorazioni himalayane alla storia dell’arrampicata sportiva, fino alla letteratura e ai temi legati al futuro della montagna.

Il programma

Ad aprire la rassegna, il 17 luglio, sarà Silvo Karo, leggenda dell’alpinismo sloveno e insignito del Piolet d’Or alla carriera. Ultimo rappresentante ancora in vita dei celebri “Tre Moschettieri Sloveni”, Karo racconterà una stagione irripetibile dell’alpinismo mondiale, quando tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta sloveni e polacchi firmarono alcune delle imprese più importanti sulle grandi montagne del pianeta.

Il 24 luglio sarà invece la volta dello scrittore Matteo Righetto, autore tra i più apprezzati della narrativa di montagna contemporanea, che affronterà temi come la tutela dell’ambiente, il rapporto tra uomo e territorio e le prospettive per chi sceglie di vivere nelle terre alte.

Il 31 luglio saliranno sul palco Nives Meroi e Roman Benet, coppia nella vita e nelle spedizioni, protagonisti di una delle più straordinarie avventure dell’alpinismo contemporaneo: il completamento, sempre insieme e senza ossigeno supplementare, dei quattordici Ottomila. Nel corso della serata racconteranno anche quello che definiscono il loro “quindicesimo Ottomila”: la prova più difficile affrontata lontano dalle montagne.

Il 7 agosto toccherà a Hans Kammerlander, uno dei più grandi alpinisti altoatesini di sempre, ripercorrere una carriera che lo ha portato dalla Valle Aurina alle grandi catene himalayane, tra ascensioni, discese con gli sci e spedizioni che hanno segnato la storia dell’alpinismo.

Spazio poi all’arrampicata con Maurizio “Manolo” Zanolla, protagonista dell’incontro del 12 agosto. Considerato uno dei pionieri dell’arrampicata libera italiana, racconterà la rivoluzione che ha cambiato il modo di vivere la roccia e le sue storiche aperture sulle Pale di San Martino.

Il 21 agosto sarà ospite Marco Furlani, guida alpina e figura di riferimento dell’arrampicata italiana degli anni Ottanta, capace di lasciare un segno sia sulle falesie sia sulle grandi pareti dolomitiche.

Gran finale il 28 agosto con Catherine Destivelle, autentica icona dell’alpinismo mondiale. La fuoriclasse francese, protagonista negli anni Ottanta e Novanta di alcune delle più importanti imprese femminili su roccia, ghiaccio e grandi pareti, concluderà una rassegna che anche quest’anno punta a offrire al pubblico un viaggio attraverso le storie che hanno fatto la storia della montagna.

Le parole di Luca Calvi

“Quest’anno ho ulteriori motivi d’orgoglio, che voglio condividere con chi ha lavorato per la riuscita della rassegna”, racconta il co-ideatore e conduttore Luca Calvi. “Oltre a Nicola Bombassei, desidero ringraziare Anna Zandegiacomo De Zorzi, Daniela Larese Filon, il sindaco Dario Vecellio Galeno, il CAI di Auronzo con il presidente Maurizio Pais Marden e tutti coloro che, a vario titolo, contribuiscono alla crescita dell’iniziativa. Un grazie particolare va anche agli organi di informazione e ai media partner che ci seguono fin dalla prima edizione. Se oggi la rassegna è diventata un appuntamento riconosciuto ben oltre i confini provinciali e regionali è merito della passione condivisa da tante persone unite dall’amore per la montagna e l’alpinismo.

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