Sette morti in montagna in 24 ore. Il Soccorso Alpino: “Siamo vicini alle famiglie”
Nel giro di 24 ore sette alpinisti hanno perso la vita in quattro distinti incidenti avvenuti tra la parete nord del Gran Paradiso, il Cervino e il massiccio del Monte Bianco. Tre vittime sul Gran Paradiso, una sul Cervino, una alla Brenva e due sulla cresta Kuffner.
Sono state ore drammatiche per la montagna valdostana. Tra il 12 e il 13 giugno sette alpinisti hanno perso la vita in quattro distinti incidenti avvenuti tra il Gran Paradiso, il Cervino e il massiccio del Monte Bianco. Un bilancio pesantissimo.
“Per gli appassionati della montagna queste 24 ore non sono state facili. Con profondo dolore sono scomparsi 7 alpinisti”, si legge nel post diffuso sui canali social del Soccorso Alpino Valdostano. “La montagna è una passione che solo chi la vive può comprendere. Siamo vicini alle loro famiglie, ai loro amici e a tutte le persone che in questo momento stanno vivendo un dolore immenso”.
Il primo grave incidente è successo nella serata di giovedì 12 giugno, quando la Centrale Unica del Soccorso è stata allertata per il mancato rientro di una cordata impegnata sulla parete Nord del Gran Paradiso. L’elicottero del Soccorso Alpino Valdostano ha individuato i tre alpinisti senza vita a circa 3600 metri di quota. Secondo i primi accertamenti, sarebbero precipitati per circa 400 metri lungo la parete. Le vittime risultano originarie del Trentino.
“L’incidente è avvenuto presumibilmente intorno a mezzogiorno, ma nessuno ha assistito alla caduta e nessuno ha dato l’allarme“, spiega Paolo Comune, guida alpina e responsabile tecnico del Soccorso Alpino Valdostano. “Siamo intervenuti soltanto in serata dopo la segnalazione dei familiari per il mancato rientro. Li abbiamo trovati alla base della parete Nord e l’ipotesi più probabile è che la caduta di uno dei componenti della cordata abbia trascinato con sé anche gli altri due“.
Nella giornata di venerdì 13 giugno la Centrale Unica del Soccorso si è trovata a coordinare contemporaneamente altri tre interventi in alta montagna. Sul Cervino è morto un alpinista, recuperato dall’elisoccorso svizzero e trasportato a Cervinia. Illeso invece il compagno di cordata. Sul ghiacciaio della Brenva, nel gruppo del Monte Bianco, un altro alpinista ha perso la vita. La salma è stata trasferita a Courmayeur.
Sempre sul Monte Bianco, sul versante francese del massiccio, sulla cresta Kuffner del Mont Maudit, si è concluso un ulteriore intervento che ha portato al recupero di due alpinisti deceduti.
Il bilancio complessivo delle ultime 24 ore sale così a sette vittime. Secondo Paolo Comune non si tratta di una situazione legata a condizioni particolarmente insidiose della montagna. “Le condizioni sono generalmente buone. Se dobbiamo programmare delle gite, è come trovarsi a metà o fine giugno. Al momento non ci sono elementi che destano particolari preoccupazioni”.
Resta però fondamentale non abbassare la guardia. “La salita della parete Nord del Gran Paradiso è un itinerario tecnico che richiede esperienza e attenzione. Sui ghiacciai valgono sempre le stesse regole: procedere in cordata, essere legati correttamente e mantenere la corda in tensione. Quando la progressione avviene nel modo corretto, anche una caduta in crepaccio può essere gestita senza conseguenze gravi”.
La montagna purtroppo mantiene una componente di rischio che richiede preparazione, prudenza e rispetto. In queste ore, però, il pensiero della comunità alpinistica è soprattutto rivolto alle sette vite spezzate e alle famiglie che stanno affrontando il dolore della perdita.





