Cronaca

Apuane, il CAI nazionale condanna gli atti vandalici: “Una vera azione intimidatoria”

Dopo il danneggiamento di una quarantina di auto durante la "Camminata consapevole" contro l'escavazione nelle Alpi Apuane, interviene il Club Alpino Italiano. Il sodalizio chiede una presa di posizione delle istituzioni e ribadisce il proprio sostegno alle iniziative di tutela ambientale.

Dopo la denuncia del CAI Toscana per gli episodi avvenuti domenica 7 giugno in Val Serenaia, arriva ora anche la presa di posizione ufficiale della sede centrale Club Alpino Italiano. Con un comunicato il sodalizio ha espresso solidarietà ai partecipanti della “Camminata consapevole” e ha condannato con fermezza gli atti vandalici che hanno colpito decine di automobili lasciate in sosta durante l’escursione.

La manifestazione, promossa dall’associazione Apuane Libere con l’adesione della Commissione regionale Tutela Ambiente Montano e del Gruppo regionale CAI Toscana, aveva l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e appassionati sulle conseguenze dell’attività estrattiva nelle Alpi Apuane. Secondo gli organizzatori, all’iniziativa hanno partecipato circa 300 persone.

La presa di posizione del CAI

Il CAI sottolinea come lo spirito dell’evento fosse racchiuso nella definizione stessa di “Camminata consapevole”: un’escursione pacifica pensata per informare e rendere più consapevoli i partecipanti della situazione ambientale delle Apuane, un territorio considerato di particolare valore naturalistico per le sue caratteristiche geologiche e per l’elevata biodiversità.

Secondo la ricostruzione riportata dal Club Alpino Italiano, la manifestazione sarebbe stata accompagnata dalla presenza di un gruppo di contro-manifestanti che avrebbe rivolto insulti ai partecipanti già alla partenza. Successivamente, mentre gli escursionisti si trovavano lungo il percorso, sarebbero state vandalizzate circa quaranta automobili parcheggiate nei pressi del rifugio Donegani.

Per il CAI si è trattato di una vera e propria azione intimidatoria nei confronti di chi esprimeva in modo non aggressivo le proprie idee”. L’associazione definisce l’episodio “grave” e incompatibile con i principi di confronto civile e democratico che dovrebbero caratterizzare il dibattito sulla gestione del territorio.

Nel documento il Club Alpino Italiano torna inoltre sul tema della tutela ambientale delle Alpi Apuane, affermando che la difesa del patrimonio naturale “spesso si scontra contro interessi di pochi, che dallo sfruttamento di luoghi pregiati a livello ambientale ricavano i propri guadagni”. Il CAI conclude ribadendo il proprio impegno nel sostenere le attività di informazione e sensibilizzazione in difesa delle Alpi Apuane e auspica “una forte presa di posizione da parte degli enti istituzionali preposti” in merito a quanto accaduto.

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