Come si riaccende un paese? In Abruzzo la risposta è nelle coperte della nonna
Nel giorno del Corpus Domini, la piccola frazione di Goriano Valli, nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, si accenderà dei colori delle coperte delle nonne, le tipiche coperte abruzzesi, stese a finestre e balconi come si faceva una volta. Un'iniziativa dal nome difficile per i non autoctoni, Ju Sbannmend’, che rifugge dalla classica nostalgia d'altri tempi per guardare a un futuro da costruire insieme.
Chiunque sia cresciuto in un paese, o abbia avuto la fortuna di addormentarsi nella casa dei nonni, custodisce un ricordo che profuma di lana pesante e aria frizzante. È il ricordo di quelle stanze dove, al momento di coricarsi, la stufa o il camino venivano spenti e la notte portava con sé escursioni termiche quasi da bivacco. Il freddo stringeva i vetri, ma a difendere il sonno arrivava lei: la coperta della nonna. Una coperta dal peso salvifico, capace di avvolgere il corpo e i pensieri, nel cui tepore si aspettava il mattino. Quella coperta sa di famiglia, sa di casa, sa di appartenenza.
Ed è proprio partendo da questo calore condiviso che un piccolo paese, nel cuore del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, ha deciso di risvegliare le proprie memorie più intime. Quel paese è Goriano Valli, frazione di Tione degli Abruzzi (AQ), che il prossimo 7 giugno diventerà protagonista di un evento dal nome antico e affascinante, forse difficile da comprendere per chi non è autoctono: Ju Sbannmend’.
L’evento, annunciato dalla rete di imprese BorghIn come il primo fondamentale passo di avvicinamento verso il Festival delle Cooperative di Comunità – che si svolgerà proprio a Goriano a settembre – sarà una giornata dedicata al recupero di una tradizione sopita ma mai cancellata. Tutto ruota attorno a quel gesto rituale con cui, nel giorno del Corpus Domini, le coperte più belle venivano stese orgogliosamente alle finestre e ai balconi, colorando le facciate delle case. Un’iniziativa che non vuole semplicemente ripetere un rito d’altri tempi, ma che mira a recuperare una memoria preziosa e trasportarla, viva e vibrante, in un presente nuovo.
L’evento è promosso dalla cooperativa di comunità Cuore delle Valli insieme al MuDi (Museo Diffuso del Parco Regionale Sirente-Velino) e alla rete di imprese BorghiIN nell’ambito del progetto IN Abruzzo Comunità Accoglienti finanziato dal Ministero del Turismo con fondi FSC, reso possibile anche dalla collaborazione con il Parco regionale Sirente Velino, l’USRC (Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei comuni del Cratere), il comune di Tione degli Abruzzi, il circolo Vallese ASD e altri partner territoriali.
A raccontarci la genesi e il significato profondo de Ju Sbannmend’ sono Massimo Pedone, presidente della Cooperativa di Comunità “Cuore delle Valli” e Maria Grazia Guidone, membro della Cooperativa e ideatrice dell’iniziativa. Il senso della casa e del paese come luogo vivo, abitato e relazionale, è emerso con forza restituendo il ruolo di spazio capace di accogliere e generare nuove connessioni.
Sveliamo subito quello che per i non abruzzesi può rappresentare un vero enigma: cosa significa “Ju Sbannmend”?
Letteralmente indica il gesto di “esporre”. Deriva dai venditori ambulanti che un tempo venivano nei paesi a mostrare le loro merci, tra cui le celebri coperte abruzzesi. Il loro arrivo era annunciato dai banditori, figure essenziali che diffondevano le notizie importanti suonando nei vicoli dei borghi con un piccolo corno per richiamare l’attenzione.
Maria Grazia, tu ne sei l’ideatrice?
Posso dire che lo spunto iniziale nasce dal lavoro di ricerca e recupero della cultura contadina montana che stiamo realizzando nel nostro museo MuDi, ma ci tengo a sottolineare che è un’iniziativa accolta e organizzata dall’intero paese, fatta e vissuta dalle persone. Per un’intera giornata, le antiche coperte abruzzesi lasciano bauli e soffitte per tornare nello spazio pubblico, diventando il filo visibile di una comunità che si riconosce, si racconta e si ritrova.
Per quanti ci leggono da lontano e non hanno familiarità con la geografia del cuore d’Abruzzo: dove si trova esattamente Goriano Valli?
Ci troviamo in quella che è nota come Valle Subequana, a metà strada tra L’Aquila e Sulmona. Siamo all’interno del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, alle falde del Monte Sirente, una cima la cui parete Nord ha un aspetto dolomitico che molti appassionati di montagna probabilmente conosceranno, anche se non abruzzesi. Tione degli Abruzzi, il nostro comune, conta circa 250 abitanti e si divide in tre frazioni, tra cui Goriano Valli, che nel suo piccolo è però sede sia della nostra Cooperativa di Comunità sia del MuDi e l’associazione sportiva dilettantistica Vallese ASD.
250 abitanti sono il lascito di decenni di spopolamento?
Il territorio ha vissuto una forte emigrazione in passato, e la tendenza prosegue tuttora. È una scure che stiamo cercando di frenare attraverso la partecipazione di un’intera comunità che ha scelto di mettersi in movimento e trasformare in valore il proprio patrimonio, la cultura e la memoria. Vogliamo allontanarci dalla retorica del “tutto deve restare com’è”. Chiudere le porte alla crescita e allo sviluppo sarebbe deleterio. Se non si favorisce l’economia di un territorio, il destino è quello di una costellazione di borghi vuoti.
Tra le memorie recuperate ci sono proprio le coperte “delle nonne”. Come si legano a Ju Sbannmend’?
L’evento recupera un’antica tradizione locale che prevedeva l’esposizione delle coperte più belle del corredo alle finestre e ai balconi per il Corpus Domini. Vogliamo trasportare questa memoria in un presente nuovo. Il 7 giugno i festeggiamenti si apriranno la mattina con il giro bandistico per le vie del paese, a seguire una proposta di esperienze da vivere tra cui una visita alle suggestive stazioni del MUDI. Dalle 11:00 ci saranno il rito e la processione del Corpus Domini e al termine ci si ritroverà alla tavolata conviviale. Nel pomeriggio, dalle 16:30, le coperte abruzzesi saranno protagoniste di un talk che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Assunta Perilli (archeologa e artigiana tessitrice di Campotosto), Olga Perticara (fondatrice di Arcolaio insieme alle sorelle Chiara e Mariana) e Gino Bucci, conosciuto sui social come L’abruzzese fuori sede. La giornata si chiuderà tra suoni, canti e racconti con il tour delle coperte accompagnato dalla musica dell’Orchestra Vitivinicola Italo Abruzzese dell’Aquila.
Come si è attivata la comunità per dare vita a questo progetto?
È un’iniziativa nata dal basso, dalle signore di Goriano. Tutto è iniziato lo scorso anno, quando sono state invitate da una giornalista a raccontare le storie delle loro coperte per un servizio fotografico. Ci siamo detti: perché limitarsi a una foto? Esponiamole come si faceva un tempo! Così, il 10 dicembre 2025, è nato il primo “Raduno delle coperte abruzzesi”, aperto anche a persone esterne. Visto il successo, insieme alle signore abbiamo deciso di riportare l’esposizione nel suo momento storico naturale, il Corpus Domini. Ogni coperta ha colori, disegni e storie uniche: Ju Sbannmend’ riporta al centro un simbolo identitario dell’Abruzzo che un tempo era celebre in tutto il mondo.
Si tratta esclusivamente di coperte di lana?
Il 7 giugno sì, esporremo le coperte di lana che rimandano alla tradizione della transumanza. In passato si tesseva a mano con telai che oggi si possono ammirare proprio nelle stalle e cantine recuperate del MuDi, dove gli oggetti dialogano con il patrimonio immateriale attraverso cartelli, video e podcast. Storicamente, in realtà, si esponeva il pezzo migliore del corredo, che fosse di lana o di cotone ricamato. Ma l’iniziativa non recupera solo l’oggetto, recupera i racconti: abbiamo condotto una vera e propria ricerca antropologica intervistando le anziane del paese per ricostruire i dettagli del passato.
Cosa è emerso da questa ricerca?
Ci hanno raccontato che, oltre a esporre le coperte, nei vicoli si allestivano altarini con immagini sacre, che venivano benedette al passaggio della processione. Il baldacchino che attraversava le vie del paese veniva sostenuto da tre uomini per lato e il corteo era accompagnato dal lancio di petali di fiori. A questa ricostruzione storica ha contribuito attivamente anche la Confraternita di Santa Maria del Ponte, un’altra frazione di Tione: è stata una bellissima occasione di unione e collaborazione.
L’esposizione coinvolgerà anche il resto del territorio?
Il cuore dell’evento sarà a Goriano, ma l’invito a esporre è esteso a tutto il Comune e a chiunque voglia portare la propria coperta da fuori. Sarà una giornata di festa piena di gioia e di tappe culturali. Il momento clou sarà proprio il tour narrato delle coperte: un giro del paese per ammirare l’esposizione e ascoltare gli aneddoti condivisi direttamente dalle donne cui le coperte appartengono. Storie di famiglie, di fatica e di bellezza.
Ju Sbannmend’ è stato presentato dalla rete BorghIn come il primo passo verso il Festival delle Cooperative di Comunità. Cosa sono queste cooperative?
Sono, a tutti gli effetti, “imprese di abitanti”. La nostra conta 55 soci – praticamente quasi tutto il paese – e generiamo servizi essenziali per tre frazioni, dalla pulizia delle strade al decoro urbano. In questi territori la Pubblica Amministrazione fa un lavoro enorme ma spesso mancano le braccia per gestire i servizi o lo sviluppo turistico. Basti pensare che abbiamo una ciclovia stupenda, ma al momento mancano le guide cicloturistiche. Noi stiamo facendo un grande lavoro di marketing territoriale: abbiamo in programma di aprire un info point, cerchiamo di attrarre piccola imprenditorialità e abbiamo avviato il progetto “riabitare”, gestendo le case sfitte come property manager di comunità per favorire una nuova residenzialità stabile, non solo il turismo mordi e fuggi. Stiamo coinvolgendo giovani laureati in lingue ed esperti di turismo per trattenere qui le professionalità. Il nostro sogno è attirare giovani che vogliano far vivere questi territori nel rispetto della tradizione, ma proiettati in un futuro economicamente solido.
In questo scenario, che ruolo gioca la rete BorghIn?
BorghIn gestisce una rete di imprese e cooperative di comunità in Abruzzo. Noi siamo nati nell’aprile 2024 ed entrare in questa rete è stato fondamentale per scambiare esperienze ed evitare errori gestionali. Il Festival è l’evento annuale della rete e la sede viene scelta ogni volta per acclamazione: Goriano Valli ospiterà l’edizione di settembre 2026. Siamo la realtà più piccola all’interno di BorghIn, sarà un momento straordinario.























