Funivia Doganaccia–Corno alle Scale, stop dalla Provincia: progetto non compatibile con i vincoli
La Provincia di Pistoia chiude l’istruttoria con esito negativo per criticità ambientali e paesaggistiche. Pesano i vincoli del PIT-PPR e della rete Natura 2000 nell’area del Corno alle Scale.
Si ferma il progetto della funivia tra la Doganaccia e il Corno alle Scale. Il 27 aprile 2026 la Provincia di Pistoia ha concluso l’iter istruttorio nell’ambito della Conferenza dei Servizi con un esito negativo, determinato da criticità normative e ambientali emerse nel corso delle valutazioni tecniche.
L’intervento, pensato per collegare il versante toscano della montagna pistoiese con quello emiliano del Corno alle Scale, era da tempo al centro del dibattito tra sostenitori dello sviluppo turistico e soggetti preoccupati per l’impatto sul territorio. La fase decisiva è arrivata dopo una lunga istruttoria, caratterizzata anche da sospensioni dei termini per consentire approfondimenti progettuali.
Le ragioni
Secondo quanto emerso nei pareri tecnici, uno degli ostacoli principali riguarda la compatibilità con il Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico Regionale della Toscana, strumento che disciplina in modo stringente le trasformazioni in aree di pregio paesaggistico. A questo si aggiungono i vincoli derivanti dalla presenza di una Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000, che impone verifiche particolarmente rigorose sugli impatti ambientali, soprattutto in contesti montani ad alta naturalità.
Nel corso della Conferenza dei Servizi sono state inoltre evidenziate ulteriori criticità legate alla normativa nazionale, tra cui quelle relative alle aree interessate da incendi boschivi, soggette per legge a limitazioni temporanee all’edificazione. Un insieme di elementi che, nel loro complesso, ha portato a ritenere il progetto non compatibile con il quadro normativo vigente.
Il percorso amministrativo non è stato lineare. I tempi di conclusione si sono dilatati rispetto alle previsioni iniziali, ma ciò è avvenuto anche in conseguenza delle richieste di integrazione e degli approfondimenti tecnici necessari per un’opera complessa e controversa. In questo contesto, il pronunciamento finale rappresenta la sintesi di valutazioni tecniche più che una scelta esclusivamente politica.
Adesso?
Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse. L’esito negativo non equivale automaticamente a una chiusura definitiva della prospettiva di collegamento tra i due versanti, ma impone una revisione sostanziale dell’impostazione progettuale, qualora si volesse riprendere il percorso autorizzativo. Nel frattempo, il dibattito sul futuro della montagna pistoiese continua a muoversi tra esigenze di sviluppo turistico, sostenibilità ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici, temi che sempre più spesso si intrecciano quando si parla di infrastrutture in quota.




