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Trento Film Festival, il 1° maggio tra Mauro Corona e l’omaggio a Vittorio Sella

Al Trento Film Festival il 1° maggio riflettori su Mauro Corona, protagonista di un incontro con la figlia dedicato al legame tra generazioni. Spazio anche all’eredità di Vittorio Sella, celebrato tra editoria e cinema come pioniere della fotografia di montagna.

Il primo maggio al Trento Film Festival mette al centro due figure simboliche del rapporto tra uomo e montagna: da un lato Mauro Corona, protagonista della serata evento al Teatro Sociale, dall’altro il grande fotografo Vittorio Sella, celebrato da libri e cinema.

La giornata si chiuderà infatti alle 21 con l’incontro “Di padre in figlia”, che vedrà Corona dialogare con la figlia Marianna in un confronto pubblico sui legami familiari, la scrittura e la montagna. Un momento centrale del programma, costruito attorno a un racconto intimo e personale, in cui l’alpinista friulano porterà sul palco il proprio vissuto, intrecciando parole e roccia, esperienza e memoria.

L’omaggio a Vittorio Sella

Accanto a questo, il Festival propone nel pomeriggio un omaggio a Vittorio Sella, figura chiave nella storia della fotografia di montagna. Alle 17.30, nell’ambito della Mostra-mercato delle librerie antiquarie, viene presentato il volume “Lo scatto del tempo”, dedicato al suo archivio e alla sua eredità culturale, oggi conservata dalla Fondazione Sella.

Ma il tributo a Sella non si limita alla dimensione editoriale. Le sue tracce tornano anche sul grande schermo con il film “A thousand words” di Dom Bush e Matt Sherman, che ripercorre l’opera del pioniere capace, oltre un secolo fa, di documentare le grandi montagne con uno sguardo innovativo, contribuendo a costruire l’immaginario alpino e himalayano moderno.

La giornata dell’1 maggio si inserisce in un programma più ampio che alterna cinema, incontri e momenti culturali, ma è proprio questo doppio filo, tra la parola viva di Corona e la memoria visiva di Sella, a restituire uno dei significati più profondi del Festival: la montagna come spazio di relazione, racconto e trasmissione tra generazioni.

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