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E le frane bloccano strade di montagna

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BERGAMO — Piogge torrenziali, vento e persino forti grandinate. In questi giorni le montagne italiane, dalle Alpi agli Appennini, sono messe a ferro e fuoco dal maltempo che ha provocato frane e smottamenti su diverse strade di montagna, soprattutto in Svizzera, Piemonte e Trentino. La protezione civile, al lavoro per ripristinare la circolazione, avverte che se le precipitazioni continueranno, si alzerà anche il rischio di esondazioni da fiumi e laghi anche di grandi dimensioni.

Sono stati numerosi gli smottamenti avvenuti nei giorni scorsi sulle montagne del Trentino, concentrati soprattutto nella zona della Valle dei Laghi. Per fortuna, nessuno è stato di grandi dimensioni e non sono state coinvolte persone o automezzi. I disastri, però, hanno costretto protezione civile e vigili del fuoco a fare gli straordinari per mettere in sicurezza le strade.

In Piemonte, la situazione è critica soprattutto in Valle Strona, dove la strada provinciale rischia una nuova chiusura dopo quella dovuta alla grossa frana che l’aveva invasa nel mese di settembre. Ma in tutta la zona del Verbano, anche sulla sponda lombarda del lago, l’allerta è alto soprattutto per esondazioni e caduta alberi.

La frana più grave è forse quella caduta nel canton Ticino, tra i paesi di Nufenen e Andeer, costringendo alla chiusura l’intero asse del San Bernardino: sia l’autostrada che la strada cantonale. Disagi anche sulle ferrovie retiche, che hanno dovuto affrontare diversi ritardi ed emergenze, come la caduta di un alberto che ha costretto alla chiusura di un tratto della dell’Albula.

Tornando in Italia, piccole frane sono state segnalate anche lungo l’Appennino, specialmente in Liguria e Campania. Dato che le previsioni si mantengono brutte anche per i prossimi giorni, si consiglia la massima prudenza specialmente lungo le strade di montagna. Il rischio di smottamenti – spiegano gli esperti – è infatti molto alto soprattutto perchè il terreno, inaridito dalle settimane di bel tempo, fatica ad assorbire l’acqua che cade violentemente.

 Sara Sottocornola

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