Alpinismo

Brenna: prima salita al Jangpar Glacier

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CAMPO BASE MIYAR, India — Sono tornati al campo base della Miyar Valley, vittoriosi e con la cima in tasca, Cristian Brenna e Massimo Da Pozzo. Dopo 3 giorni di permanenza in quota i due alpinisti sono riusciti a scalare una delle impegnative pareti che circolandano lo Jangpar Glacier, battezzando una nuova vetta col nome di "Fiamme Gialle".

Missione compiuta per Cristian Brenna e Massimo Da Pozzo. I due alpinisti hanno infatti conquistato l’inviolata vetta "Fiamme Gialle", così battezzata dopo ore di faticosa scalata sulla difficile parete sopra lo Jangpar Glacier. Il ghiacciaio è l’ultimo laterale dell’area settentrionale della Miyar Valley, poco prima del passo Kang La che conduce in Ladakh, nell’Himalaya indiano.
 
Brenna e Da Pozzo erano saliti per la prima volta sulle pendici della montagna a inizio mese per allestire il campo avanzato. Poi 5 giorni fa erano partiti all’attacco vero e proprio della vetta, finchè ieri hanno fatto ritorno al campo base con il successo in tasca.
 
L’impresa non è stata delle più semplici, sia per le difficoltà della parete, sia per il tempo che non li ha agevolati. Il giorno della vetta hanno lasciato la tenda sul ghiacciaio alle 4 del mattino, sono arrivati in cima alle 17, e poi sono ridiscesi sotto una bufera di neve e con nessuna visibilità. Finalmente sono rientrati in tenda alle 7 del mattino seguente, dopo 27 ore trascorse in parete.
 
La Cima "Fiamme Gialle" si erge nel punto di confluenza dei due rami terminali dello Jangpar Glacier. La via tracciata sale su un percorso prevalentemente su roccia di circa 800 metri, con difficoltà classiche di V e VI. E’ stata aperta con materiale tradizionale lasciando sole le soste attrezzate. La seraccata ai piedi della parete ha costituito inoltre un’ulteriore difficoltà nella salita della montagna.
 
Spettacolari gli scenari che si aprono nell’area dello Jangpar. Il materiale fotografico raccolto da Brenna e Da Pozzo, oltre che molto affascinante dal punto di vista artistico, sarà anche utile per per un’adeguata documentazione di quest’area remota, dove moltissimo rimane ancora da esplorare in chiave alpinistica.
 
 
  
Valentina d’Angella

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