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Nepal, sparisce il “piccolo Buddha” e spunta il dio Vishnu

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BARA, Nepal — E’ scomparso la notte dell’11 marzo. Spontaneamente, pare. Ma nessuno sembra aver visto o sentito nulla, né si azzarda a formulare ipotesi sui motivi dell’insano gesto. Il quindicenne Ram Bahadur Bamjon, ribattezzato “piccolo Buddha”, viveva in meditazione sotto un albero senza bere né mangiare dal 24 maggio scorso.

Il piccolo Buddha si sarebbe dileguato durante la notte, lasciando la tunica – la stessa che indossava da dieci mesi – a poca distanza dal suo albero. Nella “fuga” avrebbe persino distrutto il recinto che circondava il luogo della sua meditazione. Pare che con lui sia scomparso anche un ristretto gruppo di fedelissimi.
 
Teatro della repentina dipartita è il villaggio di Ratnapur, nella giungla nepalese, 250 km a sud di Kathmandu. La storia racconta di un ragazzino come tanti, che visita i luoghi sacri del Buddha. Lascia la scuola, e a soli quindici anni si mette sotto un pipal, il parente indù del nostro ficus, per meditare.
 
Per dieci mesi non si alza più. Non solo. Resiste ad ogni tipo di intemperie. Alcuni testimoni avrebbero visto una luce emanarsi dalla sua fronte. La settimana scorsa sarebbe stato morso da un serpente velenoso, senza fare una piega.
 
Ma soprattutto, sembra non mangi e non beva nulla. Anche se i più scettici non mancano di far notare che la notte i seguaci calavano una tenda per impedirne la vista. Cosa che, ovviamente, ha subito destato sospetti alla Don Camillo: che tra i seguaci si nasconda un Peppone asiatico, pronto a dar manforte con prosciutti e tortelli locali?
 
Comunque, tanta virtù è bastata per far gridare alla reincarnazione. Buddha, infatti, avrebbe raggiunto l’Illuminazione dopo aver meditato 49 giorni sotto un albero sacro. Bamjon resiste da molto più tempo. Ma al posto dell’illuminazione, è arrivata la sparizione.
 
Lui stesso avrebbe chiesto, con una sibillina dichiarazione, di non essere chiamato Buddha. “Sono solo una divinità di livello inferiore. Ho bisogno di sei anni di profonda meditazione”.
Che sia sparito per concentrarsi meglio? Negli ultimi mesi più di centomila pellegrini da ogni parte del mondo avevano raggiunto il Nepal per poterlo vedere con i propri occhi. Ma erano tenuti a debita distanza (almeno 50 metri).
 
Ora qualcuno ha tirato in ballo i ribelli maoisti. Che avrebbero organizzato un rapimento a scopo di estorsione. O più semplicemente, avrebbero fatto sparire uno scomodo idolo che faceva loro concorrenza nei cervelli della gente. Insomma, un’idea alla Re Erode (ma questa è un’altra storia).
 
La polizia invece sostiene che si sia trattato di una fuga volontaria. Forse, proprio per proteggersi dai maoisti che infestano la zona, già colpevoli di furto delle offerte dei pellegrini. In pochi mesi, qualcosa come 1,2 milioni di rupie nepalesi (quasi 15.000 Euro).
 
I medici locali lo avevano osservato, confermavano che fosse vivo, ma non si spiegavano come. Per far luce sul mistero le autorità nepalesi avevano chiesto l’intervento di una squadra di esperti internazionali (Lumbini Development Trust, Accademia Nazionale della Scienza e Tecnologia del Nepal, esperti buddisti) che avrebbero dovuto proprio in questo periodo condurre un’inchiesta sul suo caso. Ma ahimè, ora non potranno più farlo.
 
Mentre il mistero continua, spunta un altro “santone” a caccia di anime orientali.
 
Si tratta di un quattrordicenne, nano, che peserebbe solo 4 chilogrammi ed entrerebbe in una borsa. Pare sia venerato da migliaia di persone. Di certo si chiama Khagendra Thapa Magar, e a Pokhara è creduto la reincarnazione di Vishnu, uno degli dei induisti più adorati.
Sara Sottocornola
Nella foto, il "piccolo Buddha" in meditazione (fonte News.Telegraph)

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