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Colpo dei “soliti ignoti” ai mondiali di Mtb

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COMMEZZADURA, Trento — Finale amaro per i Mondiali di Mountain Bike che si sono appena svolti a Commezzadura in Val di Sole. Concluse le gare i soliti ignoti hanno fatto manbassa di tutto quello che si poteva rubare dagli stand e dai furgoni: magliette, felpe, gadjet di ogni tipo, e soprattutto biciclette di grande valore, con un bottino totale di quasi 40mila euro.

Vigilanza privata e pattuglie delle forze dell’ordine non sono state sufficienti a fermare la banda di ladri entrata in azione negli scorsi giorni a Commezzadura. Nel paese della Val di Sole, dove si sono svolti i Mondiali di Mountain Bike, sono stati messi a segno colpi magistrali che hanno portato via una refurtiva di alcune decine di migliaia di euro.
 
Il primo furto è avvenuto venerdì scorso in paese: i banditi hanno forzato il furgone del team greco posteggiato nel parcheggio davanti a un hotel e hanno portato via 5 bici dal valore di 22mila euro. Subito il responsabile della squadra di Atene si è rivolto ai carabinieri della Compagnia di Cles, ma la segnalazione non è bastata a prevenire altri colpi.
 
I ladri infatti sabato sera hanno attaccato lo stand del Team Canyon Italia, posto all’interno dell’area espositiva a Daolasa. Cinque preziose due ruote, che si trovavano sotto un pesante telo e ben assicurate con delle catene, sono state fatte sparire.
 
Le biciclette in questione erano del tipo utilizzato per la disciplina del freeride, dal peso di una quindicina di chili e senza pedali, per questo si pensa siano state portate via a mano. Anche in questo caso un bel colpo per i criminali: un bottino da 15mila euro.
 
"Abbiamo verificato che lo stand fosse chiuso alle 20.30 di sabato – ha spiegato il responsabile del Team Canyon Italia, Elio Di Costanzo – e ci siamo accorti del furto il mattino seguente. Credo che i ladri abbiamo agito nel bel mezzo della festa di sabato sera".
 
Ma le bici non sono state l’unico obiettivo dei ladri. Sono state rubate infatti anche centinaia di magliette, felpe, e gadjet di ogni tipo che erano stati portati all’esposizione dagli sponsor.
 
Gli inquirenti indagano ora per risalire ai colpevoli e cercare di recuperare la refurtiva. Non si esclude che il furto sia avvenuto qualche ora dopo la mezzanotte, quando i carabinieri erano divuti intervenire all’expo per placare i disordini creati da alcuni stranieri. Si sarebbe creata infatti in quel momento un po’ di confusione, e questo avrebbe potuto agevolare i malintenzionati.
 
Se le bici rubate dovessere essere vendute in Italia le forze dell’ordine potrebbero individuarle grazie al numero di telaio. Ma se invece fossero smontate e i pezzi rivenduti all’estero diminuirebbero notevolemnte le possibilità di poterle ritrovare.
 
Valentina d’Angella
 
 

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