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Asiago: addio a Mario Rigoni Stern

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ASIAGO, Vicenza — Il Sergente ha finito di combattere e ora riposa in pace sui monti. Mario Rigoni Stern, alpino, scrittore, e soprattutto uomo di montagna è morto lunedì pomeriggio nella sua casa di Asiago. Con lui se ne va un altro pezzo del nostro Novecento, una grande voce della storia e della letteratura.

Asiago, e l’Italia tutta, dà l’ultimo saluto a uno dei suoi cittadini più illustri, voce narrante della storia del nostro Paese e della verità umana.
  
Mario Rigoni Stern era nato nella cittadina vicentina l’1 novembre del 1921. Qui ha trascorso la sua infanzia, crescendo tra le montagne e la natura, dura e materna: non un luogo qualsiasi ma uno scenario importante, che ha segnato profondamente la sua vita e le sue passioni. Come lui stesso ha detto una volta in una sua intervista infatti, "Senza natura l’uomo non può vivere. Lo diceva Leopardi, molto tempo fa. E oggi l’affermazione è più vera che mai".
 
Nel 1938 si arruolò volontario nel Corpo degli Alpini di Aosta e allo scoppio della Guerra partì con la divisione Tridentina, nel battaglione Vestone: dapprima fu in Francia, poi in Albania, in Grecia e in Russia. E proprio nella gelida regione sovietica il Sergente visse l’esperienza che gli cambiò la vita, se non altro perchè qui nacque il suo capolavoro, quello che lo consacrò nell’olimpo della letteratura.
 
"Il Sergente nella neve" è infatti il romanzo che racconta la tragica campagna di Russia che portò alla morte di migliaia di alpini italiani, mandati al fronte con equipaggiamenti inadatti alle temperature polari. Il libro non solo è una grande testimonianza storica: è anche un racconto lucido, sincero, privo di inibizioni e di timide premure, una storia che arriva dritta al succo e che non risparmia verità. Per questo ha reso celebre Stern ben oltre i confini dell’Arco alpino.
 
Nel 1943 l’autore fu catturato dai tedeschi e internato in un lager, dove rimase due anni. Alla fine della guerra fu decorato della medaglia d’argento al valor militare e potè finalmente far ritorno ai suoi monti, alla sua Asiago, da cui non volle più separarsi.
 
Negli anni successivi Rigoni Stern si dedicò alla famiglia e alla scrittura. Ben 15 i romanzi pubblicati dal 1953 ad oggi. Le sue storie narrano di cose note, ben conosciute: la guerra, la sua gente e le sue Alpi. Per generazioni infatti è stato l’archetipo dello scrittore di montagna, con il suo profilo asciutto e austero.
 
Ai monti ha dedicato gran parte della sua vita e delle sue attenzioni. "Domando tante volte alla gente – ha scritto -: avete mai assistito a un alba sulle montagne? Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. E’ uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare, questo spettacolo della natura".
 
Lunedì scorso Mario Rigoni Stern ha detto addio ai suoi monti. Dopo una lunga malattia si è spento nella sua casa di Asiago a 86 anni. Per volere dello stesso scrittore, i familiari hanno comunicato la notizia solo ieri sera, dopo aver celebrato i funerali in forma privata e riservatissima.
 
Il Sergente se n’è andato, ma ci si può credere: l’eco della sua voce risuonerà a lungo, e non solo tra le montagne.
 
Valentina d’Angella
 
 

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