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Collegamento Cervino-Monte Rosa, si propone un referendum

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Val d'Ayas (Photo courtesy of Wikimedia Commons)
Val d’Ayas (Photo courtesy of Wikimedia Commons)

AYAS, Aosta — É dei coniugi Laura e Giorgio Aliprandi, noti cartografi delle Alpi e vincitori del Premio Marcello Meroni 2013, l’ultimo appello in ordine di tempo per fermare il collegamento tra Cervino e Monte Rosa, il cui progetto dovrebbe essere presentato entro la fine del mese. La coppia, in una lettera inviata al sito MountCity, ha espresso le proprie perplessità, in particolare sulle conseguenze sulla Val d’Ayas, proponendo un referendum da sottoporre agli abitanti della cittadina valdostana.

Negli scorsi mesi sul quotidiano La Stampa, era comparsa la notizia che il collegamento tra i comprensori sciistici di Monterosa Ski e Matterhorn Ski Paradise, al fine di creare un maxi comprensorio italo svizzero, sarebbe passato dal Vallone di Courtod o vallone Cortot. La zona parte da una frazione di Ayas-Champoluc, a circa 1700 metri di quota, e sale fino ai 3000 del Colle Superiore delle Cime Bianche, dove arrivano due impianti di risalita dal versante Valtournenche-Cervinia.

“Giustamente si è osservato – commentano i coniugi Aliprandi nella lettera inviata al sito MountCity – che il progetto, se attuato, sarebbe un oltraggio a questo territorio tuttora incontaminato e ancora libero da moderne infrastrutture. Tuttavia, secondo noi, il problema dell’impatto ambientale non si limita al solo vallone Cortot ma va visto in un’ottica più ampia.

I coniugi Aliprandi (Photo courtesy of Cai Milano)
I coniugi Aliprandi (Photo courtesy of Cai Milano)

Questo nuovo impianto funiviario di portata turistica internazionale sarebbe un’attrazione tale da condizionare tutto l’ecosistema della Valle d’Ayas: come conseguenza ci sarebbe la necessità di aumentare la capacità ricettiva alberghiera, di creare nuovi parcheggi con ovvi sbancamenti di terreno e sconvolgimento del paesaggio. Da ultimo la rete viaria della Valle d’Ayas non sarebbe in grado di reggere questo nuovo flusso turistico.”

Nella loro lettera Laura e Giorgio Aliprandi, commentano come già nel 1974 il progetto di unire i due comprensori fosse stato ricusato dal Consiglio Comunale di Ayas e confidano che anche a 40 anni di distanza amministratori e popolazione non siano condizionati dai fattori economici. “A noi – si conclude la lettera – piange il cuore pensare a uno scempio paesaggistico in atto. Speriamo che ci ripensino, ma alcuni abitanti del luogo credono che da lì ripartirà il lancio turistico della zona. Un referendum tra gli abitanti di Ayas sarebbe la soluzione più democratica per accettare o rifiutare questo sconvolgimento ambientale.”

La lettera originale di Laura e Giorgio Aliprandi sul sito MountCity

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3 Comments

  1. Bello vedere due anziani che cercano di fermare una delle poche possibilità di sviluppo del paese:
    vorrei vedere cosa voterebbero i giovani che sono costretti a lasciare l’amata valle per trovare lavoro

  2. io la peso come come i cognugi Aliprandi – non c’è solo il dio denaro! (che finisce sempre nelle saccocce di pochi) ed in montagna non si va solo a sciare – e poi dove è la neve?? – se continuiamo così i giovani avranno altre preoccupazioni che quella di dove andare a sciare – un referendum riservato alla popolazione locale è forse la strada giusta ma la campagna referendaria dovrebbe essere condotta da scienziati e non dai soliti politici.

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