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Svizzera: ancora valanghe e ancora morti

ZERMATT, Svizzera — Non si ferma l’allarme per le valanghe di questi giorni. Ieri uno sciatore di 59 anni è stato ucciso da una slavina sopra Zermatt, e un militare svizzero è stato travolto da una valanga sul Piz Arpiglia, in Engadina, una meta molto gettonata anche dagli scialpinisti italiani.

Non sono bastate le tragedie dello scorso weekend a mettere in guardia gli amanti del fuoripista. Ieri altri due incidenti, uno dei quali fatali, hanno infestato le montagne svizzere.
 
Il più grave è avvenuto nel canton vallese, sopra la nota località di Zermatt. Un gruppo di tre persone, accompagnate da una guida alpina, stava facendo scialpinismo quando un’enorme massa di neve si è staccata proprio sopra la loro testa, a circa 2.600 metri di quota.
 
Uno degli sciatori, originario di Zurigo, è stato colpito in pieno dalla valanga ed è rimasto sepolto per alcuni minuti. I soccorsi, giunti sul posto in tempo record, lo hanno estratto che respirava ancora e immediatamente caricato sull’elicottero diretto in ospedale. L’uomo, però, è morto un paio di ore dopo.
 
Altro incidente, per fortuna a lieto fine, nella zona dell’Engadina. Un militare dell’esercito è stato travolto da una slavina mentre stava salendo con le pelli sul Piz Arpiglia, una cima di 2.765 metri a sud di Zuoz, per un’esercitazione in vista dei giochi militari internazionali d’inverno.
 
Dopo l’incidente, i colleghi che si trovavano con lui si sono attivati immediatamente per cercarlo ed estrarlo dalla neve, riuscendo a soccorrerlo in pochi minuti. Il militare, portato dalla Rega in ospedale, sembra essere in buone condizioni. Ma l’incidente non passerà inosservato: dopo il gravissimo incidente sullo Jungfrau dell’estate scorsa, in cui hanno perso la vita ben sei militari svizzeri, la procura aprirà un’inchiesta anche su questo avvenimento.
 
Nel fratempo, in Italia, sono stati denunciati 5 giovani altoatesini che domenica, sciando fuoripista ignorando gli espliciti divieti, avevano provocato una valanga a Plan de Corones. Fortunatamente nessuno era stato travolto, ma la gravità del distacco aveva costretto il soccorso alpino ad intervenire.
 

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