AlpinismoAlta quota

Everest Nord e altri ottomila, alpinisti in acclimatamento in attesa di tentare le cime


Klein David a 7800 metri dell'Everest Nord (Photo www.sparexpedicio.hu)
Klein David a 7800 metri dell’Everest Nord (Photo www.sparexpedicio.hu)

KATHMANDU, Nepal — La stagione sul versante nepalese dell’Everest è ormai chiusa da giorni, salva qualche rara eccezione, ma sul lato tibetano della montagna così come sugli altri ottomila prosegue invece a pieno ritmo, avvicinandosi sempre più al momento dei tentativi di vetta. All’Annapurna i giochi sono già finiti, al Cho Oyu sono in corso in questo momento, mentre all’Everest nord e al Makalu si attende la finestra di bel tempo per i primi tentativi di cima.

Il campo base dell’Everest sud presenta quest’anno sicuramente uno scenario inusuale per questo periodo, dal momento che quasi tutte le spedizioni che volevano tentare la cima della montagna più alta della terra o del Lhotse sono ormai andate via. Tra le altre ci sono anche quella di Mario Vielmo e Annalisa Fioretti, che sono da alcuni giorni a Kathmandu in attesa dei loro colli per lasciare il Nepal. Così anche quella di David Göttler che il 30 aprile annunciava su facebook di essere tornato a casa.

Secondo quanto riferito dall’americana Cleo Weidlich ad Explorersweb, la sua spedizione ungherese al Lhotse sarebbe l’unica rimasta al campo base, sebbene un team russo starebbe chiedendo i permessi a Kathmandu per tornare ai piedi della montagna. Del gruppo fa parte anche David Klein, che si è acclimatato nei giorni scorsi sul versante nord arrivando fino a 8000 metri.

All’Everest nord infatti, i lavori proseguono normalmente. Gli alpinisti si stanno acclimatando e si preparano ai primi tentativi di vetta, che di solito però si concentrano nella seconda metà del mese di maggio. Stando a Explorersweb la via normale di salita sarebbe in buone condizioni, ad eccezione del tratto tra il campo base avanzato e il campo 1.

Diverse spedizioni hanno completato la fase di acclimatamento al Makalu e sono pronte per il tentativo di vetta. Nei giorni scorsi sull’ottomila è morto uno scalatore francese, Yannick Gagneret: si trovava a campo 2 per trascorrere la notte quando è stato colto da edema cerebrale. Ferran Latorre e Ralph Schweizer sono riusciti a portarlo a campo 1, da qui con l’aiuto di altri l’alpinista è stato portato al base, ma nella discesa è sopraggiunto il decesso. Il recupero della salma è stato effettuato da Maurizio Folini, che si è occupato anche dell’evacuazione di due alpinisti rumeni all’Annapurna.

Qui infatti, i due volevano tentare la vetta negli ultimi giorni di aprile, e il 28 si trovavano a campo 3. L’alto rischio valanghe e problemi di salute li hanno portati a chiedere aiuto e a chiudere lì la spedizione. Anche l’altro team internazionale presente sull’Annapurna, secondo Explorersweb, avrebbe rinunciato alla salita e sarebbe tornato a Kathmandu il 26 aprile.

Al Dhaulagiri ci sarebbe stato nei giorni scorsi un tentativo di vetta, abortito a circa 7400 metri, e al momento non si sa se i team presenti al base proseguiranno o no le spedizioni. Al Cho Oyu infine un tentativo di cima potrebbe essere in corso proprio in queste ore: secondo le previsioni domani il tempo dovrebbe peggiorare con l’aumento dei venti, per cui se gli alpinisti non dovessero andare in cima oggi è possibile che riproveranno con la prossima finestra di bel tempo, intorno al 20 maggio.

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