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Collegamento Cervino-Monte Rosa, al via studio per la realizzazione

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 Monte Rosa, a sinistra, e Cervino, a destra. (Photo Andrea Parapini courtesy of www.flickr.com/photos/andreaparapini/)

Monte Rosa, a sinistra, e Cervino, a destra. (Photo Andrea Parapini courtesy of www.flickr.com/photos/andreaparapini/)

AOSTA — Nuova tappa per il collegamento tra Cervino e Monte Rosa e le relative località: un’azienda canadese si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione dello studio urbanistico ambientale che dovrà essere consegnato entro dicembre 2014. Una volta completato sarà esaminato e valutato dai comuni coinvolti.

Nel mese di gennaio era comparsa la notizia dell’intenzione di avviare uno studio per l’unione dei comprensori sciistici del Matterhorn Ski Paradise e del Monterosa Ski, collegando le località di Cervino e Monte Rosa in un unico maxi-comprensorio italo-svizzero composto da oltre 500 chilometri di piste.

Secondo quanto riporta l’Ansa di Valle d’Aosta, nei giorni scorsi la Ecosign Mountain Resort Planners Ltd di Whistler, nella Columbia Britannica, si è aggiudicata l’appalto con un ribasso del 37 percento: 94 mila 175,75 euro l’offerta, a fronte del valore iniziale di 149 mila 485,31 euro.

Entro la fine del mese di dicembre 2014 la società canadese dovrà presentare uno studio urbanistico ambientale che includa sia l’analisi degli effetti territoriali e socioeconomici dell’integrazione dei trasporti tra Zermatt, Valtournenche, Ayas e Gressoney, sia le soluzioni per possibili collegamenti con gli sci, a piedi e stradali. Una volta terminato, lo studio sarà preso in esame da tutti i comuni coinvolti, i quali dovranno decidere quali scelte adottare e cercare i relativi finanziamenti.

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5 Comments

  1. Un altro studio urbanistico per rovinare la montagna e renderla simile ai Luna Park, ormai sono all’ordine del giorno questi mega progetti concepiti solo per far soldi vedi Funivia Grignetta. Il Dio danaro sta uccidendo ogni cosa.

  2. Concordo con Enzo – mi piacerebbe che il CAI ed altre organizzazioni di “ AMANTI della montagna” esprimessero pubblicamente il loro parere ed eventualmente promuovessero raccolte firme tipo quella fatta per contrastare il progetto di liberalizzare la circolazione delle moto in montagna.

  3. Ma che peccato , non sapevo , altrimenti lo facevo io lo studio urbanistico ambientale , con il 50% in meno !
    Naturalmente avrei detto che non si poteva realizzare !
    sono perfettamente d’accordo con Enzo e Nello , basta impianti nuovi , ce ne sono già anche troppi in quelle zone .

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