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Il trekking del K2, quest’anno un sogno realizzabile

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K2
K2

ISLAMABAD, Pakistan — Raggiungere i piedi del K2 e alzare la testa verso la vertigine della cima lontana. E ancora tirare la zip delle veranda della tendina lanciando un ultimo sguardo ad altezza dell’orizzonte verso quel mare di ghiaccio in burrasca prima di rinchiudersi felici nel conforto del sacco gonfio di piume. In occasione del 60esimo anniversario della prima salita al K2, Il dipartimento del Turismo del Governo del Gilgit Baltistan, il Parco del CKNP, il progetto Seed e il Comitato EvK2Cnr hanno promosso una serie di iniziative e chiesto ai tour operator locali di organizzare proposte di trekking rivolte a tutti cercando di mantenere i prezzi più bassi possibili e garantendo qualità e sicurezza dei servizi. Obiettivo comune è unire e coordinare gli sforzi per promuovere, in occasione dell’anniversario, questo incredibile territorio.

Tra i molti che sognano durante la settimana il suono dell’attacco da sci quando morde lo scarpone, che rientrati dal lavoro indossano il frontalino per una sgambata notturna, che allenano le prime falangi sullo stipite della porta o ancora che al primo figlio pensano allo zaino e non al passeggino, insomma tra il variegato popolo degli amanti della montagna in pochi non hanno sognato di essere, almeno una volta nella vita, ai piedi del K2. Un sogno che quest’anno, grazie anche agli sforzi delle istituzioni pakistane, per qualcuno sarà più facilmente realizzabile. Pato, l’Associazione di tour operator pakistani, grazie ai supporti ricevuti, è riuscita infatti a venire incontro alle richieste organizzando quattro trekking , tre dei quali portano, ad un prezzo molto più basso rispetto al solito, al campo base della “grande montagna.”

Masherbrum
Masherbrum

Un trekking sul Baltoro non si può gestire in autonomia, non basta una tendina e una buona propensione per l’avventura. Per attraversare le montagne del Karakorum sono necessari i portatori e le guide, e non per la pigrizia o la sgraziata comodità di turisti viziati: occorre portare cibo, riparo e tutto il materiale necessario a mettere in sicurezza il percorso e permettere di vivere un’avventura che conta un certo numero di giorni di cammino in una terra davvero selvaggia. Nessun lodge o rifugio si trova sul percorso, almeno durante il vero e proprio trekking. Nonostante i portatori, la fatica è garantita.

Il “K2 Classic Trek” porta al campo base del K2. Percorso il tratto da Skardu ad Askole in Jeep, si risale lungo le valli fino al ghiacciaio del Baltoro. Da lì, passando di fianco alle Torri di Trango, ai piedi del Masherbrum e di numerose altre vette dai nomi poco noti ma di simile bellezza, si giunge fino a Concordia, la piazza ghiacciata delle grandi montagne del Karakroum. In quel punto si è attorniati dalle grandi vette Pakistane: il K2, i Gasherbrum, il Broad Peak, il Chogolisa…. Da lì in una tappa di poche ore si è al campo base del K2 ai piedi della “grande montagna”.

È lì che, questa estate, si troverà installato il quartier generale della Spedizione Pakistana del 60esimo anniversario. Il team pakistano tenterà di raggiungere la cima, grazie anche al supporto di EvK2Cnr, e garantendo in fase di discesa (condizioni permettendo) servizio di soccorso e servizio di pulizia dei campi alti.

Per l’occasione vi proponiamo ogni settimana una gallery dedicata alle otto tappe che portano al campo base. Le immagini raccontano, meglio di prolisse descrizioni, queste terre selvagge e la sinistra bellezza delle cime pakistane. Abbiamo raccolto brevi testimonianze di chi ci è passato, saremmo però felici di poterne raccogliere molte altre, magari le vostre, tramite i vostri commenti.

I trekking in programma nel Parco del K2
I trekking in programma nel Parco del K2

Per cominciare abbiamo chiesto a Daniele Bernasconi, alpinista e guida alpina che conosce bene il Karakorum , qual è la preparazione necessaria per affrontare trekking di questo genere:

“Per affrontare un trekking impegnativo come quello che porta al campo base del K2, non occorrono particolari competenze tecniche ma un buono stato di salute e di forma, unite a un certo spirito d’avventura e adattamento. La quota di per sé non rappresenta un problema, la salita estremamente progressiva permette infatti di adattarsi con facilità e rispettando i tempi che il corpo impone. È, caso mai, più probabile avere qualche problema gastrointestinale, per cui è bene portarsi qualche farmaco.

Per chi intende rientrare verso Hushey e non lungo il Baltoro, è bene sapere che la salita che porta al passo del Gondogoro è assai lunga e faticosa ma resta pur sempre un sentiero tracciato anche se attrezzato con delle corde fisse.

In generale per arrivare al campo base del K2 non è necessario indossare ramponi mentre è utile avere con sé dei bastoncini. Fortissime sono le escursioni termiche, di giorno si arriva anche facilmente sopra i 20 gradi e si sente un gran caldo per via dell’irraggiamento, mentre di mattina presto, quando si è ancora rinchiusi nelle tende, si è spesso sotto zero.”

Daniele Bernasconi, Guida Alpina, Ragno di Lecco

Scarica qui la mappa dettagliata dei Trekking

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2 Comments

  1. Ma come si fa a partecipare a questi trekking a costo "agevolato"? A chi ci si deve rivolgere per prenotare un posto?

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